Sicilia nomade

Orazio Labbate



Io sono siciliano. Un buterese che tramite la sua condizione anticamente arabo-normanna, dice che il viaggio ha una sua forza creativa che si consuma ed espande durante l’atto del camminamento. Raccoglie con sé esperienze assolute, particellari filosofie di ogni singolo pellegrino.

Il viaggio si fa mondo dentro un altro mondo che è la terra dove si ultimerà il camminamento. La Sicilia. Il viaggio condiviso.

I camminatori di questo grande progetto, Repubblica nomade, sono coloro che incontreranno la cultura e la società siciliana. I paesi nascosti nelle campagne, le strade dimenticate dove cresce la macchia mediterranea, il silenzio delle persone nei paesi tra il mare e gli alberi di fichi, il dolore della solitudine isolana inascoltata.

Il loro attracco di piedi, in piccoli e grandi territori siciliani, porterà alla condivisione delle idee. Saranno accolti nella Sicilia dalla mia lotta di scrittore, organizzativa e letteraria, dalle Associazioni culturali (per citarne una: Sicilia Solare), dalle Amministrazioni comunali delle città e dei paesini (Butera, Gela ecc), dalla Regione, da ragazzi di animus pugnandi che movimentano la cultura sicula, l’arte, la diffusione ideologica, verso un modernismo contro i confini immobili (Riccardo Cammalleri, Giancarlo Maria Costa). Dalla gente che li ospiterà come scirocco caldo levigandoli, fino a coinvolgerli nelle iniziative socio-culturali createsi al momento. Ma soprattutto saranno dentro la magia della storia greca, e di questa magia, Repubblica nomade, ne farà un ammodernamento di quieta rivoluzione che darà slancio e dialogo alla creatività ontologica che la mia terra ha appunto nella sua potenza ma impaurita di svelarla.

Seguite il loro viaggio. Seguite il camminamento estivo, bellissimo, di Repubblica nomade. Delle persone, dentro Repubblica nomade.








pubblicato da s.gaudino nella rubrica repubblica nomade il 11 febbraio 2014