Scuola chiusa per malattia

Giuseppe Caliceti



Il docente è malato? Niente scuola. Alunni e studenti sono "spalmati" su altre classi. La scuola è chiusa per turno un giorno, due giorni, una settimana: finchè non torna l’insegnante malato. Per risparmiare. Perchè i primi a pagare i danni causati dai grandi della crisi economica in atto devono essere innanzitutto i più piccoli: bambini, ragazzi. I nostri figli. Anche se i loro genitori naturalmente non sono avvertiti. Dunque, vi spiego. I tagli iniziano a farsi sentire prima dell’inizio del prossimo anno scolastico: già a oggi, infatti, non ci sono più soldi per il funzionamento ordinario della scuola pubblica e non vengono più nominate supplenze.

Non era mai successo nella storia della scuola italiana che venissero a mancare agli istituti scolastici i finanziamenti per la “dotazione ordinaria”. E’ accaduto. Gelmini si vantava recentemente di voler creare una scuola senza carta. E’ la scuola di queste settimane: senza carta igienica e carta per le fotocopie, senza fondi. Neppure per le supplenze. Un consiglio ai docenti: quando non è nominata la supplente come in questi giorni, perché non avvertire i genitori degli studenti? Perché non informarli su come trascorrono le ore scolastiche dell’insegnante assente per malattia?

Di fronte al “ritardo” delle procedure per il reperimento delle necessarie risorse, Gelmini invita le istituzioni scolastiche a procedere alla predisposizione del Programma annuale 2009 anche senza fondi.
Ridicolo.
Come? Chiedendo i soldi a chi? Agli studenti? I dirigenti scolastici di tutta Italia non sanno più che fare, da Milano a Palermo. Gelmini non risponde. Anzi, continua a pontificare come se i soldi ci fossero. Non ci sono i corsi per i recuperi? Gelmini sorride e dice: Pagate i prof privati. Un’assurdità. Una svista del Ministero, evidentemente. Perché la legge sui corsi di recupero è rimasta, ma quest’anno non è stata finanziata. Così le scuole, dopo gli scrutini del primo quadrimestre, hanno l’obbligo di organizzare corsi di recupero per tutti i ragazzi che hanno riportato insufficienze in una o più materie, ma non sanno come, senza fondi. Per evitare ricorsi da parte delle famiglie ci sono due alternative. Utilizzare i finanziamenti Idei, cioè quelli degli Interventi didattici educativi ed integrativi, comunque insufficienti. O interrompere le normali attività didattiche. Ma in questo che fanno i ragazzi senza materie da recuperare? Scriveranno messaggini al Ministro?

Nonostante non se ne parli, in questi giorni c’è in atto un pericolo di crollo della scuola pubblica italiana. Non ci sono soldi per le visite fiscali ai docenti malati. Diminuiscono i fondi per le strutture scolastiche. Aumenta il costo della mensa per le famiglie. Aumentano le ritenute sullo stipendio dei docenti, che hanno perso in media il 32% rispetto al precedente contratto nazionale. Che fare? Visto giornali e tv non danno libero spazio all’ informazione vera sulla scuola, l’Onda si prepara e si organizza in rete. Sottotraccia.

Per saperne di più segnaliamo: Netmonitor. Per i docenti flcgil.it e ReteScuole. Gli studenti protestano e si organizzano sui siti Retedeglistudenti e ReteScuole. Genitori di alunni e studenti continuano la battaglia per le iscrizioni al prossimo anno scolastico su ForumScuole perché le iscrizioni non si trasformino in sottoscrizioni al buio della nuova scuola tagliata della Gelmini. Ancora: circola in rete un appello contro il maestro unico e un altro a sostegno della scuola pubblica. E c’è un appello anche per l’università sulla sezione scuola di repubblica.it

Ma l’Onda si prepara per uscire di nuovo alla scoperto per salvare il salvabile. Nella certezza che ciò che sta arrivando sarà certo peggio di quello che c’è ora. Il 12 Febbraio a Roma davanti al Ministero dell’Istruzione contro i tagli al bilancio delle scuole pubbliche, in un’Italia già tra le ultime in Europa per le spese per l’istruzione (non per le private). Il 14 febbraio a Milano in piazza Duomo, dove si chiuderà la campagna delle "Segreterie della Buona Scuola" lanciata dall’Assemblea delle scuole del milanese.








pubblicato da t.lorini nella rubrica scuola il 13 febbraio 2009