Birkat haMinim

Sergio Baratto



Al vescovo di Roma, alle gerarchie vaticane, alla Conferenza Episcopale Italiana,

ai lefebvriani, ai predicatori radiofonici, ai ciellini,

ai fanatici religiosi che dopo la notizia della morte di Eluana Englaro hanno continuato a cantare i loro inni sacrileghi,

a tutti i credenti che, rifiutandosi di compiere l’atto radicalmente cristiano di ripudiare l’istituzione temporale farisaica chiamata Chiesa Cattolica, contribuiscono attivamente o passivamente a perpetuarne il potere,

all’ex parlamentare di Forza Italia e avvocato Carlo Taormina, che ha dichiarato di voler denunciare per omicidio premeditato Beppino Englaro e i medici che hanno assistito sua figlia negli ultimi giorni, pronunciando queste parole: «Questo barbaro omicidio, attentato contro la vita, deve essere colpito e castigato»,

ai clericofascisti che stanno distruggendo il Paese e che, pur di attuare il loro progetto golpista, non hanno esitato a banchettare con il corpo e il sangue di Eluana Englaro,

al loro capo,

all’essere vivente che siede oggi al comando dell’Italia e delle sei sue principali reti televisive, che non ha esitato a rilasciare pubbliche dichiarazioni circa il ciclo mestruale di Eluana Englaro e la sua abilità a restare gravida,

a tutti i cittadini che, con la partecipazione all’inquinamento della vita politica, il voto o la semplice indifferenza, approvano o favoriscono attivamente o passivamente il progetto eversivo clericofascista di dissoluzione dell’Italia democratica,

ai promulgatori di leggi razziali e ai loro servi,

ai milioni che hanno scelto il Grande Fratello e agli altri milioni che hanno scelto Bruno Vespa,

agli atei devoti stipendiati dai servizi segreti, ai pennivendoli che ogni giorno somministrano menzogne staliniane all’opinione pubblica, ai giocatori d’azzardo dei telegiornali,

all’Avvenire, che di Beppino Englaro ha detto senza nominarlo che è stato "testimone d’accusa e pubblico ministero e giudice e boia" di sua figlia,

a chi, leggendo queste cose o altre di analogo tenore, ha annuito e approvato,

a chi ha scritto o pensato "Beppino boia",

a chi come me in questo momento è pieno di spavento, collera e odio,

a tutti questi – e se ne ho dimenticato qualcuno Dio saprà colmare la lacuna – voglio dedicare le parole del Salmo 58:

O uomini, quando parlate la giustizia è muta,
non sono parziali i vostri giudizi.

Di proposito commettete delitti sulla terra,
le vostre mani diffondono violenza.

Fin dal seno materno i malvagi sono traviati;
i bugiardi sono perversi fin dalla nascita.
Sono velenosi come serpenti,
chiudono le orecchie come una vipera,
sorda al richiamo dell’incantatore,
alla voce del mago più esperto.
Signore, spezza le mascelle a quei leoni!
Rompi loro i denti in bocca, o Dio;
si disperdano come acqua che scorre via,
appassiscano come erba sulla strada,
come lumache passino via sulla loro bava;
come aborti non vedano la luce del sole;
come cespugli spinosi siano strappati,
come erbacce e ortiche siano estirpati.

Assistendo alla vendetta, si rallegrerà il fedele,
laverà i suoi piedi nel sangue dei malvagi.
Tutti diranno: "Val la pena di essere giusti:
davvero c’è un Dio che fa giustizia sulla terra!".








pubblicato da s.baratto nella rubrica democrazia il 11 febbraio 2009