Atti impuri #4

Andrea Tarabbia



È in libreria il quarto numero della rivista Atti impuri – luogo di scritture. Questo è l’editoriale dei curatori, il collettivo torinese Sparajurij. [A.T.]

Struttura lacertiforme, corpo tozzo, nero, arabescato di macchie giallo-aranciate distribuite in modo irregolare, cranio piatto, occhi prominenti dotati di palpebre: bastano pochi dettagli per restituire un primo, sommario, ritratto di questo piccolo anfibio che in realtà, nel variegato panorama delle bestiole che popolano i nostri boschi, spicca per peculiarità a dir poco anomale. Appartenente all’Ordine degli Urodeli, la Salamandra salamandra – o più comunemente Salamandra pezzata – può misurare dai quindici ai venticinque centimetri, è dotata di organi sensoriali ben sviluppati (soprattutto l’olfatto) e dispone di una livrea liscia, coperta da lievi escrescenze, costantemente umettata grazie alle secrezioni di particolari ghiandole mucose alle quali si accompagnano altre ghiandole velenifere pronte, in caso di pericolo, a secernere un liquido denso e biancastro. A patto di essere trattato con rispettosa delicatezza, comunque, l’anfibio risulta sostanzialmente inoffensivo.
Ulteriore caratteristica – comune a tutti gli Urodeli – è la sua facoltà di rigenerare elementi del corpo mutilati (coda, zampe o perfino parti di occhio), prodigio che ha certo contribuito ad alimentare la nomea di bestia straordinaria, del resto già supportata da numerose eccezionalità, non ultima quella di dimostrarsi alquanto longeva, essendo in grado di raggiungere i venticinque anni d’età, che in terrari particolarmente ottimali possono addirittura spingersi fino ai quaranta e oltre.
Esistono molte credenze legate al prezioso animaletto, la più conosciuta delle quali è sicuramente quella relativa al suo principale (presunto) talento, ovvero la capacità di passare indenne attraverso il fuoco. Idea, si capisce, del tutto priva di fondamento: grazie al muco che secerne la combustione è infatti sì rallentata, ma solo per qualche secondo, giusto il tempo di divincolarsi e scappare.
Forse è il fatto di sentirci così tanto innocuamente velenosi, illusoriamente immortali, forzatamente schivi; o forse solo perché con lei sentiamo di poter condividere un destino fraterno alimentato (anche) da parole non dette, ipotesi superficiali, dimenticanze. Vai a capire. Il risultato, comunque, è che con le salamandre – o come le nominava Landolfi in uno splendido racconto, lambrene – sappiamo di avere almeno qualcosa in comune. Siamo passati attraverso il fuoco più o meno indenni, abbiamo sguazzato negli anfratti bui della pioggia e del fango dotandoci di nuovi cognomi, nuove macchie, altri corpi, ci siamo dolorosamente privati di qualche arto che però poi è ricresciuto prendendo forme inaspettate, diverse. Niente di leggendario in tutto ciò, va bene, ma questo ostinato aver resistito alle avversità del Tempo ci rende comunque meno ingenui e innocui rispetto a quando tutto era cominciato. Perché anche le salamandre, nel loro piccolo, agguerriscono. E così noi, insieme ai nostri fantautopici sogni impuri, continuiamo a procedere, a prescindere, malgrado le inevitabili (e tuttavia sempre – perlopiù inutilmente – scongiurate) avversità.
Ignorati dalle vetrine, evitati da certa critica, scansati da chi si proclama paladino del nuovo/necessario per poi rivelarsi, ancora una volta, allineato a tutto il resto; genericamente sconosciuti ai più, noi, malgrado i più, insistiamo. E, va da sé, il senso di una tale blasfema insistenza non può essere riassunto entro i limiti di mezzo editoriale, in particolar modo se le pagine da introdurre risultano tanto ricche quanto quelle che popolano questo nuovo, miracolante e pericolato, numero. Nessuna introduzione, quindi, risulterebbe per noi più sensata se non quella in cui semplicemente si ringraziano i tanti leggiadri malfattori che hanno partecipato all’impresa, in particolare Daniela Fersini, cui è stata affidata la nuova veste grafica, e Mauro Maraschi, coordinatore del lavoro degli illustratori, così come Gianfranco Peiretti, che con estrema generosità ha prestato una delle sue straordinarie creazioni per i nostri insani esperimenti; ma, ça va sans dire, anche i traduttori, i curatori, i nuovi benvenutissimi redattori, l’editore, e naturalmente gli autori tutti, che hanno regalato i propri inediti: a ciascuno di loro un sentito, riconoscente inchino.
Gentile lettore, al momento non sappiamo cosa ti ha spinto ad arrivare fin qui, quale misteriosa forza abbia voluto in qualche modo favorire il nostro incontro. Possiamo, questo sì, dirti quanto significherebbe per noi sapere che questa spinta è stata dettata dalla curiosità, dall’ideale proiezione verso una scoperta, dall’amore per il linguaggio e i suoi possibili, improbabili, immaginari. Potrebbe sembrarti bizzarro, forse addirittura malsano, ma per tagliare il quarto traguardo abbiamo bruciato numerosi mesi, nonché molteplici pezzi di noi, e le centoventotto pagine che ora gingilli fra le mani sono frutto del tempo e del lavoro di parecchi urodeli che per organizzarsi a dovere hanno dovuto continuamente entrare e uscire dal fuoco. Lo hanno fatto, si capisce, perlopiù sorridendo, convinti come sono che alimentare e frequentare luoghi del genere sia soprattutto un piacere senza pari, un godimento che saremmo felici di spartire con te e con un esponenziale numero di tuoi dissimili.
In parole povere, questo solo possiamo dirti: quello che siamo (un gruppo di scriteriati leggenti) e quello che vogliamo (un mondo governato da fantasie plurime, ipotesi di felicità possibili e luoghi in cui sia semplice far convogliare le parole di Tiziano Scarpa con – poniamo – quelle di Antonio Rezza, Salvador Espriu e John Giorno, tanto per dirne quattro).
Solo questo. A tutto il resto, se ti andrà, penserai tu.

INDICE

Editoriale di sparajurij

FALSE TESTIMONIANZE

Filigrana di Matilde Quarti

Signora della guerra. Monologo per voce femminile sintetica di Tiziano Scarpa

Senza fame di Fiammetta Cirilli

Falkenau di Andrea Tarabbia

Cacciata di casa di Roberta Borsani

IL PROSSIMO TUO

L’aldilà del muro a cura di António Fournier

Felicità in Australia di Nuno Júdice

L’idea dell’amore di Nuno Júdice

Sul comodino di Vicente Molina Foix

Come a Baghdad di Vicente Molina Foix

Un’ultima parola ancora di Julien Thèves

La notte più lunga di Vadim Mesjac

NELLE ACQUE SOTTO LA TERRA

Salvador Espriu a cura di Amaranta Sbardella

Teresuccia-che-scendeva-le-scale di Salvador Espriu

Rafael Lasso de la Vega, Marqués de Villanova a cura di Gian Luca Picconi

Antologia poetica di Rafael Lasso de la Vega, Marqués de Villanova

FALSE TESTIMONIANZE

“Basta ego, via”. Conversazione con Aldo Nove a cura di sparajurij

Mento in Movimento di Antonio Rezza

Lo Spazio è il solo Tempo di Flavia Mastrella e Antonio Rezza

R.M. di Michele Lamon

La matrice del 2001 di Giordano Meacci

Quello che resta di Ade Zeno

Gli orologi terminali di Francesco Ruggiero

Più giusto così di Teo Lorini

ALL’INFUORI DI ME

Grazie di tutto a cura di Luigi Socci

It Doesn’t Get Better di John Giorno

Thanx 4 Nothing (on my 70th birthday in 2006) di John Giorno

Come abbonarsi

Singolo volume: 12 euro
Abbonamento ordinario: 3 numeri 30 euro
Abbonamento sostenitore: 3 numeri 50 euro
Modalità di pagamento:
— potete effettuare un bonifico bancario (Credito Bergamasco, via Cenisio 36, Milano / IBAN IT45I0333601603000000002407, intestato a No Reply s.r.l.) indicando nella causale il numero da cui volete far partire l’abbonamento;
— potete utilizzare un account PAYPAL e, facendo attenzione di avere registrato il vostro indirizzo postale cui spedire i libri, comunicare a buy[at]noreply.it la mail con cui siete iscritti al servizio Paypal: vi invieremo la fattura Paypal con l’importo da pagare, senza nessun costo aggiuntivo.
In entrambi i casi potrete ricevere direttamente a casa 3 numeri di Atti Impuri a prezzo scontato.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica locandina il 1 giugno 2012