Lettera ai genitori

Giuseppe Caliceti



L’Onda primaria riprenderà a muoversi dal giorno di San Valentino. Il 14 Febbraio. Giorno degli Innamorati, ma anche dell’apertura delle iscrizioni al nuovo anno scolastico.
Perché quest’anno l’atto di iscrizione dei nostri figli è così importante? Perché, senza saperlo, iscrivendoli sottoscriveremo tutti gli atti della Riformaccia Gelmini. E, indirettamente, una scuola molto peggiore per i propri figli rispetto al tipo di scuola che avevano quest’anno.

Ma possono i genitori non iscrivere i propri figli a scuola? Certo che no. Per questo Gelmini ha in buona parte già vinto la sua partita. Ma non del tutto, forse.

I genitori, nell’atto di iscrizione, possono infatti cercare di informarsi meglio e di più. Cercando di garantire ai figli, per quanto possibile, una scuola almeno uguale a quella di quest’ anno. Per questo in Italia in questi mesi sono nati tanti coordinamenti genitori/docenti. E a Bologna e in altre città, per amore dei propri figli, il giorno di San Valentino in tanti saliranno su un camper.

A Bologna partiranno da piazza Nettuno per girare in tutte le scuole elementari e medie della città, poi raggiungeranno le piazze dei comuni della Provincia. Proprio nei giorni delle iscrizioni a scuola. Obiettivo: difendere una scuola statale di qualità e difendere il tempo pieno (vero) cancellato dal ministro Gelmini con la soppressione delle compresenza. Per farlo cercheranno di informare gli altri genitori dei "tranelli" della Gelmini; per esempio, per l’iscrizione alla primaria, la domanda è formulata in modo tale da far «cadere» i genitori nella rete del maestro unico: le famiglie scelgono ma devono indicare l’ordine di preferenza. Perché, visto che il tipo di scuola proposto è legato all’ organico che Gelmini ha drasticamente ridotto all’osso? Gli attivisti del camper distribuiranno materiale informativo e moduli aggiuntivi per iscrivere alle classi prime o confermare alle classi successive i figli. In questi fogli, da consegnare insieme al modulo distribuito nelle segreterie delle scuole, verrà ribadita la richiesta del tempo pieno o del modello a «modulo» così come esiste già.
Ogni cambiamento è infatti un peggioramento sulla pelle di bambini e ragazzi: è questa la triste verità che si tenta di tenere nascosta. Nel caso del tempo pieno, 40 ore, con due insegnanti contitolari, specializzati per aree disciplinari, che per quattro ore a settimana insegnano insieme nella stessa classe (le cosiddette «compresenze» che l´ultimo regolamento ministeriale elimina) per permettere i recuperi, i laboratori, le uscite didattiche, il teatro.

Sarà una battaglia dura.
Perché tutto è legato alla partita degli organici e i tagli, già in atto, peseranno sulla scelta del modello di scuola, che, ripetiamo, Gelmini ha disonestamente garantito solo in base alle disponibilità di cattedre – che già si stanno tagliando drasticamente. In molte scuole infatti non arrivano soldi neppure per pagare le supplenze.

Tuttavia, per rallentare l’introduzione della Riforma e esprimere il proprio dissenso è importante, per i genitori degli alunni, richiedere il Piano dell’offerta formativa ora in vigore, più lunga e distesa. Offerta che prevede tempi distesi, compresenze, laboratori e attività di recupero e sostegno all’ apprendimento. Ed è importante sapere che i regolamenti attuativi, cui la circolare si ispira, non sono un riferimento vincolante, dovendo concludersi il loro iter di approvazione (parere della Conferenza Unificato Stato-Regioni e Consiglio di Stato).

I genitori dunque e non solo loro, all’atto dell’iscrizione degli alunni alla prima classe, chiedano espressamente la conferma del Pof in vigore; scelgano il modello orario più lungo possibile; specifichino che si intende scegliere un modello che garantisce compresenze, moduli, laboratori; esigano che tale richiesta venga formalizzata e protocollata. Anche i genitori degli alunni delle classi successive alla prima, lo chiedano: perché senza alcun avvertimento, o vedranno cambiare la vita scolastica dei propri figli dal prossimo anno. E bene quindi che si informino bene e formalizzino la richiesta della conferma del modello orario ed organizzativo scelto negli anni precedenti, diffidando l’amministrazione regionale e centrale a modificarli unilateralmente. Una volta raccolti i moduli «alternativi» il camper che farà?
Andrà a Roma, riunendosi in una manifestazione nazionale con le scuole di altre città, a consegnare le richieste delle famiglie al Ministero all´Istruzione.

Servirà? La situazione è disperata, ma tutto è meglio del silenzio.








pubblicato da t.lorini nella rubrica scuola il 8 febbraio 2009