Se il narratore è un geco

Giuseppe Granieri



Il venditore di passati ha una trama originale: Félix Ventura è un albino nero che, per lavoro, reinventa il passato di chi (contrabbandieri, trafficanti, politici, imprenditori ed ex torturatori) ha più di qualcosa da farsi perdonare. In una parola: Ventura è, dietro laute commissioni, un genealogista. Il suo biglietto da visita recita più o meno così: “Assicuri ai suoi figli un passato migliore”.

Ma Agualusa – 42enne scrittore angolano – colpisce più per come scrive, che per quello che scrive: “la realtà ci ferisce, anche quando, per un attimo, ci sembra un sogno. Nei libri c’è tutto ciò che esiste, spesso con colori più autentici, e senza il dolore vero di tutto ciò che realmente esiste. Tra la vita e i libri, figlio mio, scegli i libri”. Sono pagine intense che non lasciano indifferenti, sia per il tono a tratti sarcastico, a tratti severo.

Tutto fila più o meno liscio nel lavoro del signor Ventura sino a quando, un bel giorno,

arriva uno straniero (Josè Bulchmann) che chiede un nuovo passato – un’identità guarda caso angolana – e, da quel momento, verità e finzione si mescoleranno senza soluzione di continuità, con il compratore sulle tracce del suo nuovo/falso passato. È la leva che solleva il mondo: nulla sarà più come prima, con un finale spiazzante.

Dicevamo, in apertura, della componente innovatrice di questo romanzo: bene, Ventura sceglie come voce narrante un geco – Eulàlio – che dall’alto del soffitto dov’è appeso segue tutto

il lavoro e l’attività del genealogista, registrando passo dopo passo incontri, colloqui e visite. Ecco come entra in scena nel romanzo: “Sono nato in questa casa e ci sono cresciuto. Non sono mai uscito. Al tramonto appoggio il corpo al vetro delle finestre e contemplo il ciclo. Mi piace vedere le alte lingue di fuoco,…”.

Il venditore di passati è un libro uscito nel 2008: in quattro anni ha riscosso il giusto successo ricevendo anche premi importanti, tra cui l’Indipendet Foreign Fiction Prize, riconoscimento attribuito ogni anno al miglior romanzo straniero pubblicato in Inghilterra. Pagine coinvolgenti, che fanno anche un po’ sognare grazie ai tanti rimandi letterari di cui il libro è pieno. Un solo difetto: non accessibile alle vaste platee. Più di qualche passaggio nasconde delle insidie e si rivela di difficile digestione.

José Eduardo Agualusa, Il venditore di passati, La nuova frontiera, pp. 144, euro 15.


Giuseppe Granieri (Galatina, 1981), vive a Copertino. Scrive per www.fcinternews.it. Ha pubblicato una raccolta di interviste sportive, Dal calcio giocato al calcio parlato (Grasso 2008), e la la sua tesi di laurea, Giorgio Faletti e la riscoperta del noir in Italia(Sacco 2009).








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 1 giugno 2012