Congedi

Giovanni Giovannetti



Il sindaco di Pavia Piera Capitelli se ne torna a Stradella, sua città d’elezione, con in mano il foglio di via firmato da Ettore Filippi. Dalle colonne della "Provincia Pavese" di mercoledì 28 gennaio, Filippi autodenuncia che la coalizione di cui è stato vicesindaco è «appoggiata da consiglieri che sono stati tutti ricompensati», che il settimanale "Mondo del Lunedì" è il portavoce della sua «famiglia» e che tutto questo è immorale. Ma è meno immorale di chi non lo ha voluto «ricompensare» per aver freddato – da membro del Consiglio di amministrazione dell’ospedale San Matteo di Pavia – l’ex direttore generale Giovanni Azzaretti su mandato del "compagno" Abelli, che sta in Forza Italia. Confusione? No, trasversalità. Una trasversalità coltivata da ciascuno a modo suo.
Giancarlo Abelli ama il gioco delle carte, al punto da volere il mazzo tutto per sé. Lo sa Carlo Porcari (Pd), politicamente molto indebitato con il "faraone" oltrepadano; lo sa anche Filippi – meno abile di Porcari e costretto a giocare d’azzardo – che davanti al Mezzabarba (la sede del Comune) ha brandito con la mano destra le dimissioni sottoscritte da 19 consiglieri comunali e con la sinistra quelle di tre su quattro consiglieri di maggioranza a lui vicini, transitati per 24 ore dal Partito democratico al gruppo misto: totale 22. È quanto basta per uccidere il morto Capitelli, che insieme a una parte del Partito democratico si era opposta alla riconferma di Filippi nel Cda del San Matteo, forse perché due abelliani all’ospedale (un consigliere è di nomina governativa) sono peggio di uno.
La nuova crisi, la crisi fatale, ridotta all’osso, sta tutta qui. Del resto, pretendere che la giunta Capitelli andasse a casa per non aver fatto l’interesse dei cittadini e della città, pretendere che andassero a casa per la loro acclarata immoralità sarebbe stato chiedere troppo. Hanno tolto il disturbo dopo un’incredibile guerra tra poltronai, combattuta nei corridoi comunali e nelle segrete stanze del Partito democratico, e dopo che era venuta meno la garanzia di sopravvivenza politica per alcuni impresentabili più impresentabili di altri.

Solo macerie

Piera Capitelli, ex parlamentare, da oggi è anche l’ex sindaco di Pavia. Nel suo laconico comunicato non si trovano tracce di autocritica. Del resto, siamo a Pavia e non negli Stati Uniti. Per lei il problema è Filippi e solo Filippi, così come in passato era solo Campari, solo Rifondazione, solo Bengiovanni e, più recentemente, solo Danesino e Rossella, vale a dire i compagni di strada che uno alla volta l’hanno abbandonata. Ci comunica solo che Filippi è il Giuda «che ha cambiato tante casacche» e che la sinistra è «narcisista e autodistruttiva», intenta a guardarsi nello specchio e al soldo della destra. Nel frattempo lei pagava i sospesi della sua campagna elettorale, con il pubblico denaro del Festival dei Saperi; lei ordinava l’abbattimento della parte monumentale della Snia, per favorire una speculazione immobiliare; lei sospendeva dal servizio il galantuomo Giurato, reo di aver denunciato con Vito Sabato i traffici dell’ufficio traffico; lei inaugurava di persona l’iperspeculazione Carrefour sulla Vigentina, sanata in corso d’opera da una variante di Giunta. Capitelli ha fatto tutto questo e molto altro ancora, e nel frattempo la sinistra «narcisista e autodistruttiva» ingenuamente le tirava la giacchetta firmata Chanel: perché si ravvedesse; perché la smettesse di sputtanare in questo modo la città, la sinistra e l’amministrazione; perché ritornasse al programma. Lei non ascoltava, ma lavorava sodo per il bene comune: quello condiviso con i costruttori amici e con gli amici degli amici.

La politica è la prosecuzione della guerra con altri mezzi

Quale destra, quale sinistra? Non posso certo domandarlo a voi della pseudosinistra. Avete preso in giro i vecchi elettori di sinistra, facendo loro credere che il Partito democratico fosse il proseguimento del Pci poi Pds poi Ds con altri mezzi. Avete incredibilmente trasformato il Pd in un novello partito xenofobo di massa, che a Pavia e nel Paese ha combattuto i poveri, gli accattoni e i lavavetri e non le mafie, non il razzismo, non le povertà.
A Pavia avete tenuto 138 adulti e 84 minori tra i topi dell’ex Snia, senza assistenza né acqua, sopra un terreno fortemente inquinato da sostanze altamente tossiche e cancerogene. Avete esposto tutti quei bambini al rischio dell’impotenza, della tubercolosi e della morte per cancro entro poche decine d’anni, solo per favorire una grossa speculazione immobiliare. Avete coltivato l’interesse particolare. Siete stati proni di fronte ai danarosi con mire speculative. Avete ignorato le svolte epocali annunciate dall’arrivo dei nuovi migranti e avete inseguito gli umori della piazza, la stessa piazza che in una allucinante e pervasiva circolarità voi stessi avete sobillato. Avete tragicamente alterato l’etica pubblica al punto da elevare a cultura prevalente il nuovo fascismo e il suo portato di razzismo e xenofobia, che senza ostacoli o freni inibitori si è riversato dalla politica populista trasversale al senso comune: il terreno di coltura per un nuovo sovversivo «regime reazionario di massa» (Togliatti). Se voi siete di sinistra allora io sono di destra…
Avete cementificato ogni zolla libera della città, lasciato che le mafie edificassero e riciclassero il denaro sporco; avete dato parere favorevole alla costruzione di un’autostrada – la Broni-Stradella – che sottrarrà 8,6 milioni di metriquadri di verde al territorio e all’agricoltura e calamiterà in provincia da 30 a 40.000 automezzi pesanti al giorno, con conseguenze sulla nostra salute; siete in affari con i grossi gruppi commerciali e immobiliari, incuranti del calo occupazionale e della chiusura dei negozi di vicinato, e insensibili ai disagi per le persone anziane. Avete cancellato ogni momento di partecipazione alla gestione della cosa pubblica, a partire dai Consigli circoscrizionali.
Conflitti di interesse, appalti truccati, linguaggio menzognero, spreco di pubblico denaro... Amate i giornali al punto da volerli tutti per voi e il consenso necessario alla vostra sopravvivenza ve lo siete comprato con la pubblicità e lo avete pagato con il pubblico denaro. Tutto questo a tutela del superiore interesse dei molti manolesta che sono tra di voi e nei partiti-comitato d’affari, rimanendo inferiore l’interesse dei cittadini.
In molte città italiane è morta la politica, sostituita da questa roba qui: traffici, poltrone, business, interessi personali, volgarità, cinismo miope, razzismo... Per voi la sinistra è solo il lato sul quale tenete il portafoglio. Avete criminalizzato i poveri e chi ogni giorno rischia la vita nel lavoro nero, invece di denunciare chi compra braccia a tre euro l’ora; chi si prostituisce per fame, invece dei clienti e dei papponi. La pseudosinistra è tornata in cerca di un nemico da "percepire". Quando era al governo l’ha trovata tra i Rom e gli accattoni; quando è andata all’opposizione nel razzismo degli altri.

La vera casa comune? Le speculazioni immobiliari

Il «buon partito» dalle mani callose ma pulite non c’è più. Al suo posto c’è una "cosa" di lotta (a difesa degli interessi particolari) e di malgoverno, chiusa in sé stessa, in mano a mezzecalzette e politicanti di mestiere, lontana dalla gente e vicina a chi muove denaro; una "cosa" bestiale, un costo che la collettività – e non solo la sinistra – non può più permettersi di pagare e che, se non cambia qualcosa, a giugno uscirà nuovamente dalla tana per chiedere il nostro voto con il linguaggio menzognero dei venditori di fumo, e subito dopo tornerà a mettere la porta tra sé e i cittadini.
Per Simone Weil i "partito-chiesa" attuali sono il male assoluto, una fabbrica di propaganda e di persuasione lontana sia dal senso di verità che da quello di giustizia, luoghi in cui si esercita «una pressione collettiva sul pensiero di ciascuno degli esseri umani che ne sono membri», fino a indurli al servilismo spirituale. Verità contro opportunismo. Ma ci si domanda se esista oggi una alternativa, se i partiti possano essere sostituiti o almeno riformati, affinché tornino – da subito – a essere il vaso comunicante tra la società civile e le istituzioni.

La pseudosinistra saprà fare pulizia al suo interno? Saprà cacciare i suoi mercanti dal nostro tempio? Saprà rigenerarsi come cinghia di trasmissione tra i cittadini e le istituzioni? O continuerà a brandire lo spauracchio di una destra che in realtà politicamente non avversa, della quale mutua il linguaggio e con la quale è in affari?
Diciamolo chiaro: senza un radicale rinnovamento di mentalità e di quadri dirigenti, senza tenere barra a dritta su etica e valori, coniugare il ’piccolo’ con il ’grande’, il ’locale’ ai ’grandi temi’, senza rinnovare il suo modo di fare politica, senza conoscenza e radicamento a Pavia questo centrosinistra è morto e sepolto. Fuori dai coglioni i razzisti di pseudosinistra che danno la caccia agli immigrati, gli amministratori fintoambientalisti che non hanno combattuto gli ecomostri e le finte bonifiche, chi ha solo mendicato assessorati e poltrone nei consigli d’amministrazione, chi nasconde le speculazioni immobiliari, chi disegna le città a misura di mattone o chi tutti questi li sostiene.
Si torni a una riflessione globale sui progetti e sulle strategie per una città dei cittadini, con quartieri più vivibili perché dotati dei servizi, con amministratori orientati dalla bussola del bene comune e non dall’interesse personale o di partito, o da quello privato dei costruttori "d’area". Quando si predisporranno le «misure concrete da prendere subito» (Villani) per combattere le speculazioni immobiliari e le trame politico-mafiose che hanno azzerato l’occupazione industriale e tolto prospettive a migliaia di giovani famiglie pavesi? Quando tornerete a parlare delle sicurezze vere: la sicurezza del posto di lavoro, la sicurezza sul posto di lavoro, casa, istruzione, salute, diritti fondamentali… Quando la politica tornerà a dirimere i conflitti anziché aggravarli?
A giugno si voterà. Candiderete gente nuova e pulita o, al solito, farete ancora cordata con i trasversali garanti degli interessi particolari? O imbelletterete con un po’ di cipria il naso del buffone? Se così fosse, allora prepariamoci al peggio. La destra abelliana sarà forse più abile di voi nel condurre la danza, ma non è migliore di voi. Condoglianze alla sinistra suicida e alla città, che trasversalmente lorsignori vorrebbero imprigionare dentro la falsa dicotomia destra/sinistra senza promuoverne altre: onestà/disonestà, verità/menzogna, giustizia/ingiustizia, legalità/illegalità, ecc... Voi che siete stati indecenti, provate dunque a riscattarvi, accogliendo gente nuova capace di nuove visioni. E subito dopo toglietevi di torno.








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica condividere il rischio il 29 gennaio 2009