Buoni propositi per l’anno nuovo

Michele Barbolini



Leggo sulla Repubblica del 30 dicembre che lo Stato del Vaticano deplora la proliferazione, la mutevolezza e la contraddittorietà delle leggi promulgate dallo Stato Italiano, "per non parlare di quelle norme che di fatto contrastano con la morale cristiana. Questo duro giudizio, formulato dall’Osservatore romano, è una delle motivazioni che hanno portato il Vaticano a modificare il meccanismo che quasi automaticamente recepiva nel piccolo Stato le leggi italiane."
Insomma, da domani si cambia.
La Città del Vaticano, che in passato estendeva in automatico al proprio territorio le norme approvate dal parlamento italiano, in considerazione del fatto che "in non poche occasioni i ’Romani pontefici’ hanno riconosciuto la maggioranza o quasi totalità dei sudditi vaticani come cittadini italiani", vaglierà caso per caso e deciderà di volta in volta se le leggi italiane vadano osservate anche all’interno delle mura leonine o se invece debbano essere considerate superflue, ridondanti o (e qui sta ovviamente il nocciolo della questione) in contrasto con principi non rinunziabili da parte della chiesa.

A questo punto aspetto con ansia per il 2009 la replica del nostro Presidente del Consiglio: smetterà anche l’Italia di recepire le leggi, i pronunciamenti, le esuberanti ingerenze del Vaticano, perchè contrarie alla nostra morale? Smetteremo di finanziare con cospicue esenzioni fiscali e generosissime elargizioni in moneta sonante uno Stato che rivendica tale autonomia nei nostri confronti?
Un buon proposito per il 2009.








pubblicato da t.lorini nella rubrica il miracolo, il mistero e l’autorità il 31 dicembre 2008