Omaggio a D’Arrigo

Antonio Moresco



Segnalo l’uscita, presso l’editore Edisud Salerno, di Femmine folli e malinconici viaggiatori, il nuovo saggio che Emilio Giordano (dopo i due precedenti: "Horcynus Orca": il viaggio e la morte del 1984 e "Cima delle nobildonne" o della metamorfosi infinita del 1989) ha dedicato all’opera di Stefano D’Arrigo.
Questo nuovo libro contiene scritti illuminanti sui due romanzi di questo grande e ancora misconosciuto scrittore, del quale anch’io mi sono occupato più volte dopo averlo letto con entusiasmo solo pochi anni fa. Uno scrittore e un’opera rimossi dal grosso della nostra cultura, che ancora stentano a venire compresi e considerati nella loro enorme portata.
All’interno di questo saggio si trova anche un excursus sull’accoglienza riservata allo scrittore siciliano e al suo eccentrico, immenso romanzo subacqueo e panico, preistorico e poststorico, che da sole valgono come un ritratto della pigrizia e superficialità del grosso del nostro mondo culturale e dei suoi angusti schemi e orizzonti. Con alcune sorprese. Ad esempio, l’amore di uno scrittore e di un uomo come Primo Levi per Horcynus, di cui scrive nella Ricerca delle radici:

"Poi ti imbatti in Horcynus Orca e tutto salta: è un libro esuberante, crudele, viscerale e spagnolesco, dilata un gesto in dieci pagine, spesso va studiato e decodificato come un arcaico, eppure mi piace, non mi stanco di rileggerlo e ogni volta è nuovo. Lo sento internamente coerente, arte e non artificio; non poteva essere scritto che così. Mi fa pensare a una certa galleria che è stata scavata secoli fa nella roccia di Val Susa, da un uomo solo in dieci anni: o ad una lente con aberrazioni, ma di portentoso ingrandimento. Mi attira soprattutto perché D’Arrigo, come Mann, Belli, Melville, Porta, Babel e Rabelais, ha saputo inventare un linguaggio, suo, non imitabile: uno strumento versatile, innovativo e adatto al suo scopo."

Fino alla recente presa di posizione (apparsa sul Corriere della sera) di George Steiner su Horcynus, di cui dice: "Libro che in Italia rimane praticamente ignorato e all’estero sconosciuto. Alcuni episodi rimarranno tra i grandi momenti di tutta la letteratura. E’ senza dubbio la risposta europea a Moby Dick". E a una frase dello stesso Steiner, contenuta in uno scambio epistolare con Giordano, dove il critico inglese parla del "silence italien autour de ce chef-d’oeuvre".

Apprendo dalla lettura di questo libro che è morta Jutta, la coraggiosa compagna di D’Arrigo cui è dedicato Horcynus e che si era battuta, assieme a pochi altri, per tenere viva e presente quest’opera nel nostro paese e nella nostra lingua.
Quella di Horcynus e del suo rapporto col mondo letterario e culturale italiano sembrerebbe la storia di un delitto perfetto.
Ma esistono veramente dei delitti perfetti?








pubblicato da a.moresco nella rubrica libri il 28 dicembre 2008