Fermiamo il soldatino Gelmini

Giuseppe Caliceti



Strana ragazzotta, la Gelmini. Un vero e proprio soldatino di piombo. Nessuno mai la capisce. Prima dice che ci sarà il maestro unico, poi che sarà solo facoltativo: ma a sentire lei ha detto la stessa cosa. Prima vuole cambiare la scuola superiore italiana, poi dice che la cambierà il prossimo anno perché quest’anno non ci riesce: ma per lei ha detto la stessa cosa. Prima diceva una cosa, adesso un’altra: ma per lei dice sempre la stessa cosa. Fa retromarcia, ma per lei non ha fatto nessuna retromarcia. Neanche con la Cei, magari.

Il soldatino Gelmini dice che per quanto riguarda la sua Riforma è tutto confermato, anche se tutto è in alto mare e non è vero. Come diceva che ci sarebbe stato il grembiulino a scuola, non c’è stato: ma per lei è come se ci fosse, evidentemente. E’ una ragazzotta così, Mariastella Gelmini. Pimbo allo stato puro. Difficile da capire, diciamo. E’ convinta che tutti dicano falsità tranne lei. E’ convinta che tutti cerchino in maniera strumentale di metterle in discussione la linea del governo che in realtà non è mai cambiata, che non cambia, che mai cambierà. Trallallero. Trallallà.

E il maestro unico facoltativo? Un unico maestro - ti spiega il soldatino Gelmini - sarà il punto di riferimento educativo del bambino e viene abolito il modello a più maestri degli anni ’90. E’ fatta così, Mariastella Gelmini. Taglia, ma dice che non taglia. Abbatte la qualità della scuola pubblica italiana, ma dice che la qualità migliorerà. Licenzia 250mila docenti in tre anni, ma sostiene che ci sarà più tempo pieno. Nega l’evidenza, ma è convinta che siano gli altri a negarla a lei.
Dice che la scelta delle famiglie resta esclusivamente sull’orario scolastico, ma è chiaro a tutti che ogni famiglia non potrà fare quello che le pare: neppure nella scuola privata cattolica ognuni genitore si sceglie l’orario scolastico del figlio, bastano due genitori su 24 che chiedono orari diversi e una classe, un’intera scuola, va in tilt.

Cosa dice? Di che parla? Per favore, fermiamola!








pubblicato da t.lorini nella rubrica scuola il 12 dicembre 2008