Diventare.

Tiziano Scarpa



Alla mostra Italics a Palazzo Grassi, mi soffermo per molto tempo davanti a Essere fiume, 4, di Giuseppe Penone. Sono due pietre grigie: due massi oblunghi, apparentemente identici, tranne le venature bianche disposte diversamente in ciascuno. Poi mi chino, avvicino gli occhi a pochi centimetri e scopro che uno è un masso dalla superficie naturale, liscia in certe parti, scabra in altre, mentre l’altro porta i segni di uno scalpello, manuale o forse elettrico. C’è stato qualcuno che ha preso un masso qualsiasi, da un fiume qualunque, e l’ha rifatto uguale. Le date scritte sotto il titolo sono significative: 1981-1995. Dunque ci sono voluti quindici anni a ottenere questo risultato (mentre il fiume ci ha messo migliaia di anni a dare forma all’altro masso gemello). Non tanto a scolpire, ma a ideare, scegliere, fare. Quindici anni per diventare fiume; di più: per esserlo. L’opera contiene anche il tempo della sua meditazione, tempo coimpastato e complementare alla sua esecuzione.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 11 dicembre 2008