Avanguardia.

Andrea Tarabbia



Secondo Lewis Mumford, è stata la tecnica di guerra il fattore più decisivo del progresso umano. Con le necessità imposte dalle logiche militari, fin dai tempi di Leonardo la spinta decisiva agli investimenti nella scienza è stata data dalla volontà di prevaricazione dell’uomo sull’uomo. Per lo sviluppo delle arti militari, il soldato ha attinto dalle varie branche della tecnica e le ha portate alla perfezione: l’idea delle unità mobili, della cavalleria e dell’istituzione della flotta viene mutuata dalla pastorizia e dalla pesca; la guerra di posizione, con tutto il suo armamentario di fortificazioni, viene dagli stimoli offerti dal mondo contadino; le macchine da assedio (l’ariete, la balestra, la torre mobile, la catapulta) non sono che rivisitazioni degli strumenti in uso dai boscaioli. L’invenzione della polvere da sparo, e la sua diffusione in Occidente, avrebbero inoltre sviluppato in maniera decisiva l’arte della lavorazione dei metalli. A sua volta il cannone, che è un motore a combustione in cilindro, è il prototipo dei generatori di energia e dei motori a benzina. Con l’arte militare si perfezionano la cartografia, i trasporti, l’organizzazione dei rifornimenti e della produzione, la divisione dei compiti e delle funzioni. Il soldato è la versione burocratizzata del cacciatore. L’arte militare è da sempre all’avanguardia rispetto alle altre pratiche umane. Il progresso della tecnica ha da sempre radici nella morte.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica dal vivo il 9 dicembre 2008