Teologia.

Tiziano Scarpa



Nella Deposizione di Pontormo, a Santa Felicita, ogni ambientazione è abolita. Quasi tutti gli altri pittori calano il corpo di Cristo dalla croce. Così facendo mostrano lo sfondo teologico della scena: l’incursione terrestre di Dio sembra fallita, ma gli stessi protagonisti non sanno ancora che l’attrezzo di quella sconfitta, la croce, diventerà il segno della riuscita. Persino Caravaggio, architetto di corpi senza edifici, appoggia la deposizione su un angolo di pietra sbrecciata: piedistallo desublimato, maceria statuaria che, tutto sommato, regge il cadavere di Gesù e chi lo trasporta, monumentalizzandoli e allo stesso tempo destituendoli. In Pontormo niente di tutto questo, nessuna teologia, nemmeno il sudario-barella cristoforica di Raffaello. C’è solo un morto, appena identificabile dai minuscoli accenni di ferite e, intorno, gente sgomenta per l’insensatezza di questa morte. Il resto è un po’ di terra bigia e, in alto, una nuvoletta effimera, che presto si dissolverà.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 7 dicembre 2008