Presente.

Tiziano Scarpa



A Santa Maria Novella non ricordavo la fascia alla base che fa parte della Trinità di Masaccio: vi è affrescato un sarcofago, sul coperchio è adagiato uno scheletro, cosicché l’immagine che lo sovrasta – con i devoti, la Madonna e san Giovanni, Cristo in croce, Dio Padre e la colomba dello Spirito – risulta essere il sogno di un morto. Dio Padre sostiene il crocefisso: ma non l’aveva abbandonato? Opera site specific, si direbbe oggi, o meglio site opposite: smentisce il resto dell’edificio. Sulla parete di una chiesa gotica l’artista immagina il posto di Dio nello stile di Brunelleschi. Vale a dire che Masaccio colloca Dio nel presente, nella contemporaneità che lui e i suoi concittadini stanno vivendo. Ma il presente è un ambiente immaginario, costruito da un’illusione prospettica, una nicchia con cinque livelli di profondità architettonica dipinti uno dentro l’altro. Dunque Dio c’è e abita il presente; il problema è che è il presente che latita, e si offre solo in forma illusoria.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 1 dicembre 2008