Punk anni Ottanta

Silvio Bernelli



Gli anni ’80 in Italia sono stati la prima decade vissuta dalla società mediatizzata e quindi l’unica ad essere stata raccontata – nel suo farsi – da una classe politica e giornalistica ferma alle contrapposizioni del decennio precedente, completamente diverso.

A tentare di arginare la vulgata contro anni ben più sfaccettati di quanto di solito si vorrebbe far credere giunge ora Arte di opposizione (Shake Edizioni, 17 euro): un saggio curato da Tommaso Tozzi, riedizione ampliata di un testo apparso nel 1991.

Tra le pagine curate da Tozzi, docente universitario, saggista, artista, net striker e molto altro ancora, sfilano le pulsioni controculturali degli anni ’80, in Italia e non solo. Sconosciute a molti, ma forse proprio per questo assai interessanti.

In Arte di opposizione, costruito come un puzzle di articoli giornalistici, fotografie e testi di canzoni, trovano così grande spazio testimonianze e approfondimenti sull’hardcore punk italiano.

Un fenomeno che, insieme alla Transavanguardia, è stato tra i pochi prodotti culturali italiani anni ’80 capaci di sfondare a livello mondiale, anche, a differenza del movimento pittorico, grazie a una preponderanza dei contenuti sulla forma artistica. Era l’espressione di un pugno di musicisti, performer e agitatori culturali a vario titolo che, proprio nel pieno della decade "del riflusso", facevano idealmente proprie le parole del cantante degli I Refuse It Stefano Bettini: "Io rifiuto la morale dell’abbandono, dell’apatia, del totale amorfismo e dell’assenza di iniziativa."

A riprova di un decennio ben più sfaccettato di quanto di solito si racconta, il libro di Tozzi si basa su una tesi di fondo dichiarata dall’autore proprio in apertura di volume: "Questo libro non parla solo della filosofia dei movimenti culturali alternativi degli anni ’80, ma delle premesse di ciò che sarebbe stata opposizione negli anni a venire."

Per Tozzi i tanti bistrattati anni ’80 sono stati – anche - un lungo periodo di incubazione di fenomeni culturali che sarebbero poi stati capaci di prolungare la loro influenza fino ai giorni nostri. Come la controcultura hip hop, ad esempio, ben rappresentata nel libro dalla parte dedicata all’Onda Rossa Posse di Roma; o come il cyberpunk, di cui Tozzi stesso è stato tra i primi protagonisti, che ha di fatto immesso i giovani nella cultura di internet prima ancora del suo avvento.

Tensioni creative che hanno segnato gli anni ’80 segnando l’inizio di una nuova era complessa, in larga parte incompresa da un’Italia per sempre fossilizzata agli ’70. E che non a caso, rispetto al resto dell’Occidente, sconta ancora oggi giusto una trentina d’anni di ritardo.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 27 novembre 2008