Nero.

Tiziano Scarpa



Notti fa mi sono disteso sulla schiena. Una donna nuda si è messa a cavalcioni su di me. Le stavano intorno due o tre ostetriche. Ha partorito una bambina sulla mia pancia. Come primo gesto, la neonata ha afferrato i miei testicoli. Qualche giorno dopo, da solo, in viaggio, mi sono addormentato di pomeriggio. Ho sognato di tenere per mano la mia compagna, che era a letto accanto a me. Quando mi sono svegliato, mi sono reso conto che nella mano tenevo il cellulare, la protesi della sua lontananza. Stanotte mia madre si è suicidata. Vicino al corpo abbiamo trovato una bottiglia di vetro vuota. L’etichetta era di stoffa. C’era ricamato sopra il suo messaggio. Diceva che uno dei suoi rimpianti era non aver potuto studiare. “Ve lo dico dolcemente”, c’era scritto, e il ricamo evidenziava la parola “dolcemente”. Leggere quella parola mi ha fatto scoppiare a piangere in singhiozzi fortissimi. Quando invece mi sveglio senza ricordare nessun sogno, so di avere sognato il nero assoluto.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 24 novembre 2008