Bravo.

Tiziano Scarpa



In metropolitana il vecchio fisarmonicista vestito da montanaro suona una musica tutta disciolta, la cadenza è sfuocata, non riesce a tenere il ritmo, in piedi, nel vagone che accelera e frena. Alla fine passa a prendere le offerte. Ha un modo sorprendente di ricevere il denaro: non dice “grazie” ma “bravo”. Non ringrazia: si congratula. Loda i suoi benefattori per l’azione proba. Hanno dato soldi a un vecchio bisognoso. Si compiace che il senso morale spinga ancora a fare del bene. Solo che il destinatario di questo bene è lui! Ma si comporta come se non fosse parte in causa, si astrae da sé stesso. Così riesce a ribaltare la situazione: è lui il superiore, che offre ai passeggeri un’occasione di virtù e li giudica. Il giorno dopo, sempre in metropolitana, sale una ragazzina che attacca a parlare a voce alta: “so che non va bene chiedere l’elemosina”. Alla fermata successiva entra anche il vecchio fisarmonicista, vede la gente che dà i soldi alla ragazza, la guarda storto e tace.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 19 novembre 2008