Lettera dall’Onda

ilprimoamore



C’è in Italia, e sfilerà oggi a Roma, un movimento multiforme, pacifico e determinato, radicale e dialogante, un’Onda che dalle scuole materne all’università si oppone ai tagli indiscriminati del decreto Tremonti-Gelmini. E’ un’intera generazione di cittadini che non ha voce, che non trova né si riconosce in referenti politici, che la macchina dei media racconta dall’alto, a singhiozzo, ora in modo incompleto, ora in modo fazioso.
Per spiegare le sue ragioni l’Onda propone un’informazione dal basso e verso il basso.
Dall’Assemblea No-Gelmini di Bologna arriva l’idea di inondare i cittadini italiani di nuova informazione, fatta dagli studenti e recapitata agli italiani direttamente e senza spese, una "strategia del contagio", di cui ognuno può farsi sostenitore e praticante.

Ci sono governanti che spediscono "lettere alle famiglie italiane" a spese dello Stato? Gli studenti vogliono portare alle famiglie lo stesso numero di lettere ma gratis, consegnandole direttamente al destinatario Anche chi non ha il tempo necessario per dedicarsi pienamente alla causa, può contribuire con pochi, semplici gesti, a diffondere la Lettera dell’Onda.

Basta stampare più copie della Lettera (linkata in questo articolo) e imbucarle nella cassetta della posta di vicini di casa, conoscenti, inquilini dello stesso condominio. Sulle buste, come destinatario, si può indicare: "L’intera popolazione" e come mittente "l’Onda Anomala".
Se 1.000 persone avranno 20 buste, la lettera potrà arrivare a 20.000 famiglie, se i mittenti saranno 50.000, la Lettera raggiungerà un milione di famiglie.

Ecco qui la Lettera dall’Onda, in formato pdf e pronta per la stampa.

Qui sotto invece il testo integrale:

LETTERA DALL’ONDA

Siamo figli e genitori, insegnanti e studenti, lavoratori strutturati e precari. Siamo il presente e siamo il futuro. Siamo quelli delle lezioni in piazza e delle occupazioni di questi giorni; quelli delle lettere, dei comunicati, delle e-mail; siamo quelli dei cortei spontanei e non autorizzati. Siamo quelli che discutono con i rettori e quelli che li contestano.

Siamo quelli che dalle materne all’Università dicono: NO GELMINI!

Noi siamo tutte queste cose insieme.

Non ci sentiamo rappresentati da alcuna forza politica del nostro Paese, ma quello che facciamo riguarda tutti.

Se ci rivolgiamo direttamente a te è perché siamo convinti che giornali e televisioni non rappresentino realmente le ragioni della nostra protesta.

E’ da almeno 15 anni che i diversi governi attaccano a colpi di decreti e false riforme l’Istruzione Pubblica.

Il recente decreto 133 non è nemmeno una riforma, ma unicamente una manovra economica per fare cassa e coprire la grave crisi finanziaria in cui ci troviamo.

In questo modo si sceglie di mettere a rischio l’esistenza stessa dell’Università pubblica in Italia.

Tagli ai fondi che superano il miliardo di euro; blocco delle assunzioni con conseguente incremento della precarizzazione del lavoro universitario; differenziazione tra un’Università di serie A ed una di serie B; trasformazione degli atenei in fondazioni private e quindi inevitabile controllo da parte dei privati su ricerca e formazione; esponenziale aumento delle tasse universitarie.

Un Paese che non investe nell’istruzione e nella ricerca è un paese senza futuro.

Non stiamo lottando per conservare l’Università così com’è: respingiamo con determinazione chi ci accusa di non credere nel merito e di non opporci con forza allo spreco di risorse pubbliche. Se ci sono sperperi, è meglio tagliare i fondi o sostituire chi spreca? Questo decreto non risolve alcuno degli attuali problemi dell’Università, la impoverisce soltanto.

Vogliamo creare dal basso una nuova Università: accessibile a tutti, che sia luogo di incontro e produzione di saperi, qualificanti e liberamente scelti, non governati da logiche di mercato. Siamo certi che sia necessaria una riforma, ma questa non può che partire da noi, studenti, ricercatori, docenti, che l’Università la viviamo ogni giorno.

Per questo ci siamo mossi fino a diventare l’Onda anomala e non ci fermeremo.

Ti chiediamo di schierarti con chi nella scuola si mobilita e con chi occupa le Università, di riempire con noi le strade delle nostre città, per lanciare il messaggio che questa lotta non riguarda solo chi la formazione la vive oggi o la vivrà domani, ma attraversa l’intera società.

Puoi cominciare da subito: diffondi ovunque questa lettera e il suo contenuto








pubblicato da t.lorini nella rubrica democrazia il 14 novembre 2008