Inferno.

Tiziano Scarpa



Al mercato dei libri antichi e usati di Istanbul ho comprato a poco prezzo una miniatura. Il venditore non ha insistito più di tanto nell’assicurarmi che è autentica. A me interessava l’immagine; che sia vecchia o dipinta ieri, non ha importanza. C’è un molare, con le radici estirpate. Sulla fiancata del dente c’è un grande buco. Si vede l’interno: un drago maciulla corpi umani a unghiate e morsi; un poveretto è stato inghiottito per metà nella voragine del mostro. È l’inferno, un inferno che sta comodamente nelle dimensioni di un dente cariato. L’inferno è portatile, ce l’abbiamo addosso, ne facciamo esperienza con un semplice mal di denti (resta da verificare quali parti del corpo e quali sensazioni siano il nostro paradiso portatile, se ne abbiamo uno; in quale recesso organico, tasca dermica, globo o papilla si nasconda). Ma il vero tocco da maestro è lo sfondo d’oro, vero commento sarcastico che mostra quanto consideriamo pregiata questa nostra lancinante esistenza.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 11 novembre 2008