Serafini.

Tiziano Scarpa



Dentro Hagia Sophia ho conosciuto una nuova specie di esseri: i serafini. Ce ne sono quattro, in giganteschi mosaici sui triangoli concavi alla base della cupola, in alto. Non ne so molto di teologia, ma mi pare di ricordare che esistono vari livelli di perfezione anche negli angeli. Le gerarchie celesti si infigurano in sembianze diverse: esseri umani pennuti, teste di bimbi alate, luci raggianti, vapori colorati… Questi serafini non hanno volto: si vede un minuscolo centro d’irradiazione luminosa, ma sostanzialmente sono fatti solamente di ali. Vale a dire che sono puro volo. Le ali non trasportano nient’altro che sé stesse. Funzionalità assoluta, senza applicazione. Il mezzo è il fine. Lo strumento è lo scopo. Le ali non sono al servizio di un corpo: volano per volare. I serafini sono l’anello di congiunzione fra gli angeli troppo umani e l’Altissimo. Dandy estremo, costui è ancora più esteta e autoreferenziale dei suoi serafini. Dio è un essere che è soltanto per essere.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 10 novembre 2008