Ignoranza sovrana

Giuseppe Caliceti



Si avvicina l’ora della votazione al Senato del decreto Gelmini e l’informazione italiana, saldamente nelle mani di Berlusconi, si concentra a parlare strumentalmente di scuola. Su giornali e reti televisive si parla – per par condicio – anche di quei pochissimi studenti e insegnanti che non sono contro il decreto. Ma questo, in un Paese in cui il conflitto di interessi del capo del governo non è risolto da oltre un decennio, è ormai, tristemente, una normale amministrazione. La cosa più tragica è quando, invece, i politici e sostenitori vari della maggioranza devono difendere la riformaccia che poi non è una riforma ma solo un drastico taglio a fondi e personali della scuola. Per altro già decisa in estate da Tremonti. Prende allora il sopravvento l’Ignoranza Sovrana. Capita così di sentire Berlusconi e la Gelmini in persona che ti spiegano come tutti abbiamo frainteso la loro protesta che parlava di insegnante unico, mentre invece, dicono, per non fare falsa informazione, si dovrebbe parlare di insegnante prevalente. Ma se è unico, prevalente su che? Su se stesso? E se invece è prevalente, vuol dire che lo è – inevitabilmente - rispetto a un team di due o tre insegnanti, quello che la Gelmini toglie. Allora questa "prevalenza" cosa è? Solo una "parola"? Ancora: a Matrix e a Porta a porta l’altra sera ascolto chi sostiene boriosamente che tre insegnanti su una classe sono uno spreco. Ma non esistono tre insegnanti su una classe. Il cosiddetto Modulo prevede tre insegnanti su due classi parallele. O, nel Tempo Pieno, al massimo due insegnanti su una stessa classe. Tre insegnanti su una classe non sono mai esistiti in Italia. Insomma, non sanno quel che dicono. Eppure sono solo loro che parlano e, se qualcuno gli spiega che stanno parlando di qualcosa che non conoscono, che non sanno di cosa stanno parlando, loro si incazzano e dicono che qualcun altro li fraintende e sta facendo falsa informazione. E’ una situazione grottesca. La verità è che studenti e docenti e tante famiglie stanno protestando proprio perché capiscono benissimo quello che dicono.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica scuola il 29 ottobre 2008