Ma ora non dimentichiamoci

Giuseppe Caliceti



Sentir dire a Berlusconi, e cioè al capo del governo che non ha mai risolto il suo conflitto di interessi tra politica e informazione, che la riformaccia della Gelmini è stata incompresa e strumentalizzata dagli organi di informazione che non sono controllati da lui è, semplicemente, grottesco.
Come è grottesca l’idea di occupare con la polizia le scuole e criminalizzare chiunque non la pensi come lui e la Gelmini.

Penso che siano due autogol del Governo, un segno di nervosismo e di dilettantismo. Comunque angoscianti.
Se non altro perché, inspiegabilmente, lo sciopero contro la riformaccia Gelmini è in programma esattamente un giorno dopo il probabile passaggio del decreto al Senato. Il tempismo di opposizione e sindacati è davvero stupefacente.
Detto tutto il peggio possibile su questa Riforma della scuola, il fatto che ora -e solo ora- sindacato e opposizione inseguano e cerchino di cavalcare la grande protesta civile delle scuole e delle università italiane deve essere uno stimolo. Occorre che in questo momento, noi, docenti e genitori e studenti, non ci dimentichiamo alcune cose:

1. Il primo a proporre una riforma sul modello americano della scuola è stato il ministro Berlinguer che, anche recentemente, ha avuto parole di lode per la Gelmini (Berlinguer = PD);

2. Il primo a parlare di docenti fannulloni è stato Fioroni;

3. I sindacati della scuola, i confederati, hanno indetto lo sciopero della scuola per il 30, in grave ritardo;

4. Sinistra e Centrosinistra si accorgono del conflitto di interessi di Berlusconi solo quando sono all’opposizione e in casi eclatanti come questo.








pubblicato da t.lorini nella rubrica democrazia il 23 ottobre 2008