Il mio parto: una macelleria messicana

Valentina Maran



All’ospedale di Varese dove sono stata io vi diranno che l’epidurale è un diritto.
È un centro d’eccellenza, di quelli coi bollini rosa, eh. Non un posto qualunque.
Vi rassicureranno.
Vi faranno fare l’incontro con gli anestesisti.
Vi terranno lì un’ora a spiegarvi pro e contro.
Quando farete le domande e vi accerterete che davvero quando chiederete l’epidurale ve la faranno, loro vi diranno che sì, che è così.
Che c’è sempre un anestesista di turno, libero, pronto a seguirvi.
Che basta essere sotto agli 8 centimetri di dilatazione per farla, e fa effetto in 20 minuti.
Che non ci saranno problemi.
Chiedi e ti sarà dato. O meglio: ti sarà fatta.
Questo è quello che ti senti dire.

Fino a che non arriva il giorno del parto.
Tu arrivi in ospedale. Ti monitorano, ti visitano.
Sei di 5 centimetri. Dici “voglio l’epidurale”.
Ti dicono ok.
Ti portano in sala parto.
E lì poi non te la fanno.
[continua qui]








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 4 febbraio 2014