Bestioline mediatiche

Salvatore Toscano



Non voglio giudicare né offendere nessuno, in particolare non voglio dire niente di male su Roberta Pinotti ministro ombra della difesa e su Giorgia Meloni ministro della gioventù. Il problema è che non ho potuto fare a meno di notare una cosa piccola piccola che però dice tantissimo sul mondo e sui tempi di merda in cui ci tocca vivere.
C’è Roberto Saviano a Matrix, di lui preferirei non dire nulla se non fosse che in quel contesto mi colpiscono profondamente la sua primitiva bellezza e la natura sgangherata dei suoi tempi non televisivi che lo fanno sembrare un essere indifeso venuto da un altro pianeta.
Ma vengo subito al dunque. Roberto Saviano sta seduto al centro dello studio e risponde alle domande di Mentana mentre di tanto in tanto la telecamera va ad acchiappare due donne nel pubblico che per i miei gusti sono truccate in maniera un po’ troppo pesante. Tutte le volte che le due donne, Giorgia Meloni e Roberta Pinotti, vengono inquadrate le loro teste cominciano a spompinare l’aria.
Lo schema è questo: inquadratura delle due / un secondo di immobilità / inizio di un forsennato lavorio dei muscoli del collo.
Ancora: inquadratura / per un secondo due donne normali forse solo un po’ troppo truccate che guardano e ascoltano uno scrittore (con attenzione? Partecipazione? Indifferenza?) / ricomincia il giochetto che consiste nell’annuire roboticamente a qualunque cosa stia dicendo Saviano.
Con il passare del tempo e delle inquadrature ho come l’impressione che le due comincino a battagliare: si osservano, si studiano, ognuna vuole evitare a tutti i costi di essere la prima ad annuire ma contemporaneamente vuole a tutti i costi vincere la gara e quando parte va forte come un falco pellegrino. Succede qualcosa di simile quando si gioca a rubabandiera sulla spiaggia e i due contendenti si immobilizzano di fronte al fazzoletto carichi di elettricità, di energia potenziale, pronti a esplodere, ad afferrare il fazzoletto e… Ma suppongo che qui stia già intervenendo in maniera un po’ fraudolenta la mia immaginazione.
È una cazzata, lo so, uno non dovrebbe certo fissarsi su queste minuzie tra l’altro proprio mentre Saviano parla di cose enormi eppure… Proprio per questo, soprattutto per questo bisogna parlarne, soprattutto per il contrasto vertiginoso tra l’umanità di Saviano e la disumanità delle due maschere di fard che spompinano l’aria. Si badi bene, lo ripeto e lo sottolineo, la Meloni e la Pinotti non venivano colte in flagrante da un’inquadratura improvvisa nell’atto di annuire, no, venivano prima inquadrate e poi percependo magneticamente le telecamere addosso, o in maniera molto più semplice scoprendosi inquadrate all’interno di un monitor, cominciavano ad andare su e giù con la testa come inappuntabili bestioline mediatiche addestrate (anzi, nemmeno inappuntabili dato che cominciavano ad annuire sempre fastidiosamente in ritardo).
Ripeto che non voglio né saprei giudicare le qualità umane o professionali di queste due persone, e ho persino il sospetto che potrebbero non avere alcuna colpa ed essere del tutto inconsapevoli dello spettacolo inquietante che mettono in scena: potrebbe essere il mezzo televisivo in sé a fare questo alla gente, a rendere così inguardabile qualsiasi cosa su cui le telecamere si appuntino. Eppure neanche questo mi convince, non ci credo e non voglio crederci perché la bellezza, l’intelligenza, la sensibilità, la profondità ecc. non smettono di essere se stesse di fronte a niente e a nessuno, nemmeno di fronte a una telecamera accesa.
Alla fine Roberto Saviano va via salutando Mentana e le due quote rosa della nostra politica in maniera così impacciata che quasi mi viene l’istinto di saltare in piedi per andarlo ad abbracciare.
Qualche istante più tardi il ministro della gioventù Meloni e il ministro ombra della difesa Pinotti si accomodano al centro del palco per cominciare a dire la loro. Ho i miei dubbi ma suppongo che possa capitare che queste persone dicano qualcosa di proporzionale alle parole di Saviano, anche se fino a poco fa le loro teste annuivano a comando (di chi? Di cosa? E soprattutto perché? Solo per la stupida ansia rapace di mostrarsi d’accordo con un piccolo scrittore che in questo momento della storia del nostro paese è capace di generare grande empatia nel pubblico e nell’elettorato?).
A centro palco c’è una luce diversa, e le due donne sembrano più belle, raggianti e allo stesso tempo truccate in maniera sobria… Ma sì, che fesso che sono! Anche se un po’ sono giustificato perché non potevo immaginare che a un certo punto del programma le due avrebbero cambiato posto, inquadrature e luci. Ecco, mi scuso: Giorgia Meloni e Roberta Pinotti non sono affatto truccate in modo troppo pesante come pensavo, la loro maschera è tarata in maniera perfetta per un’altra luce sotto la quale non erano ancora state esposte, adesso però va tutto bene, adesso sì che sembrano umane e le possiamo guardare. Ma se mi è consentito un pacifico e puerile tentativo di eversione a questo punto spengo la tv.








pubblicato da s.baratto nella rubrica a voce il 17 ottobre 2008