Botte e risposte da “L’infinito”: un trailer

Tiziano Scarpa



GIACOMO: Ho pigiato come mi avevate detto voi, è successo un cataclisma.
ANDREA: È lo scarico dell’acqua. È normale.
GIACOMO: A qual scopo?
ANDREA: Fa sparire tutto.
GIACOMO: Che ne è dell’uomo, se non ha più l’animo di meditare sulle proprie miserie?


ANDREA: No, perché qua dici “mi sovvien”. Capisco che ti sovvien il passato, ma ti sovvien anche il presente?
GIACOMO: Gli è il mio modo di stare al mondo.


GIACOMO: Io non mi capacito che si misuri la maturità d’un giovine con il metro dei miei versi.


GIACOMO: Voi, e la vostra magione popolata di magie.
ANDREA: Si chiama tecnologia, Giacomo.


GIACOMO: Che è cotesto prodigio?
ANDREA: Un computer.
GIACOMO: Per computar che?


GIACOMO: Voi scrivete con la luce! … La pagina non abbisogna di lume. S’illumina da sé… Voi leggete la luce…


ANDREA: Eccoti. Sei su wikipedia.
GIACOMO: Che?
ANDREA: L’enciclopedia.
GIACOMO: C’è la mia data di nascita… e quella di morte…
ANDREA: Non leggere!


GIACOMO: E a che debbo cotanto onore?
CRISTINA: Ma…!, sei Giacomo Leopardi! Il più grande poeta di tutti i tempi. E il più grande sfigato!


ANDREA: Tu ami il tuo giudizio sulla vita… il tuo pensiero… lo ami più della vita stessa!


CRISTINA: Mi hai illusa…
GIACOMO: L’amore non è che illusione.


GIACOMO: Gli è che mirando il vostro mondo da presso, ho veduto che l’uomo è le mille volte più malvagio della natura.


GIACOMO: Voglio liberare il mondo da cotale peste.
ANDREA: Quale peste?
GIACOMO: Il genere umano. Renderò la libertà alla natura. Agli armenti, alla luna, ai passeri. Finalmente solitari, e un poco meno infelici, senza di noi.

Tiziano Scarpa, L’infinito, Collezione di teatro Einaudi, 2012.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 1 marzo 2012