Guerra.

Andrea Tarabbia



Sono circondato dai parchi. L’altro giorno, sull’anta dell’armadio di plastica che ho in fondo al balcone, ho visto la prima coccinella della stagione. Poco sotto, sul pavimento piastrellato, c’era il cadavere di un’altra coccinella. Mi sono abbassato a guardarla: era a pancia in giù, la schiena rossa che si confondeva con il rosso delle piastrelle. Ho immaginato che fosse la vittima di una piccola lotta sanguinaria che era avvenuta poco prima tra lo stendibiancheria e l’armadio, e che la coccinella che se ne stava tranquillamente appoggiata sull’anta si stesse riposando dopo la battaglia, guardando dall’alto il cadavere della nemica – immobile come un trofeo. Poco dopo sono tornato fuori, e la carcassa era sparita: non c’era più! Mi sono convinto che questi animaletti colorati siano anche cannibali, e che la vincitrice, una volta recuperate le forze, non avesse resistito e fosse piombata sul corpo immobile e l’avesse divorato, più per beffa che per fame o necessità. Stamattina ho contato ben otto cadaveri di coccinelle sul balcone: otto corpicini rovesciati e sparsi in vari punti, le zampette contratte sulle pance nere. Non ci sono coccinelle vive. Dev’esserci una guerra in atto per un motivo che non saprò mai, e il mio balcone è il campo di battaglia.








pubblicato da a.tarabbia nella rubrica dal vivo il 15 ottobre 2008