Lettere a nessuno 2008

Antonio Moresco



E’ uscita da Einaudi Stile Libero una nuova edizione di Lettere a nessuno. Più che raddoppiata rispetto alla prima, che arrivava al 1991, questa edizione contiene una nuova e seconda parte che arriva fino a oggi. La prefazione comincia così:

E’ venuto il momento -a dieci anni dalla sua prima pubblicazione e in questo particolare passaggio della mia vita di scrittore e di uomo- di ripubblicare questo libro ormai quasi introvabile. Sono successe molte cose da allora. Aggiungo alla parte già nota il racconto di quando è successo dopo.
Quando questo libro è uscito per la prima volta, se ne è parlato come della tragicomica vicenda di uno scrittore sotterraneo in lotta per la pubblicazione. Tranne rare eccezioni, ne è stata fatta la macchietta del povero manoscrittaro che importuna gli editori, riducendo tutto a questo, ignorando le ragioni, le tensioni e le testimonianze che attraversano da parte a parte questo diario segreto ed epistolario esploso. Non un cenno alle pagine dove si parla di tutt’altre cose: dell’Italia degli anni Settanta e Ottanta, delle illusioni rivoluzionarie, del passaggio d’epoca, del mondo in cui siamo immersi, delle dure logiche di sopravvivenza quasi generalmente accettate, della terminalità, della miseria del cosiddetto mondo culturale italiano e delle ideologie residuali che si sono sposate con gli interessi delle macchine editoriali, economiche, mediatiche e di altro tipo, del sogno della letteratura.
(…)
Dopo l’uscita del libro, qualcuno mi ha detto che una cosa simile si dovrebbe pubblicare solo quando si è forti e si hanno le spalle coperte, non all’inizio, quando si è inermi. Ma quando si è "forti", quando ti hanno permesso di diventare "forte" e anche tu ti sei convinto di esserlo, magari non la pubblichi più perché fai il calcolo dei vantaggi e dei rischi, perché non ti conviene, perché nel frattempo sei cambiato. Però è un fatto che questo libro, pubblicato in una condizione di inermità e dopo una così lunga vicenda di esclusione, mi ha posto fin dall’inizio in una posizione difficile nei confronti dell’establishment letterario e culturale italiano, come qualcosa che non sarebbe dovuto nascere, un corpo estraneo, inaccettabile, indigeribile, alieno. E so che tutto si ripeterà con questa nuova pubblicazione, che la ferita mai rimarginata si riaprirà, riprenderà a sanguinare. Ma è una situazione che accetto. Non vedo oggi, nella condizione generale in cui ci troviamo, altra posizione possibile per lo scrittore.








pubblicato da a.moresco nella rubrica annunci il 2 ottobre 2008