Lo spaesamento nella città ferita





Si tratta del quarto capitolo di un lavoro di ricerca che Arti e Spettacolo ha svolto sul territorio dopo il terremoto dell’Aquila del 2009. Segue infatti Dalla poesia di Fabrizio De André al Terremoto a cura di Giancarlo Gentilucci (2009), Spaesamenti nostalgici di Giancarlo Gentilucci (2011), Mille giorni – racconti dal disastro dell’Aquila di Tiziana Irti e Antonio Tucci (2012). Il melo selvatico ha debuttato in una prima versione il 24 luglio a L’Aquila in Piazza San Silvestro per “I Cantieri dell’Immaginario 2013”.

La messa in scena indaga sulla condizione di sospensione che gli abitanti e i luoghi subiscono a seguito di un evento straordinario e catastrofico. La tragedia aquilana è solo lo spunto iniziale di un testo che, alternando poesia e prosa, prendendo a modello la grande tradizione teatrale da Eschilo a Shakespeare, si allontana dalla contingenza storica per affrontare temi universali e di grande attualità.

Il melo selvatico – afferma l’autore - narra la storia di un viaggio alla ricerca del senso di una fine che sembra aver cancellato ogni speranza. In soccorso di due smarriti viaggiatori, impegnati nell’attraversamento di un mondo in decomposizione, arrivano la poesia, il mito, la filosofia. I coreuti, narrando storie di antiche città scomparse, ricordano ai protagonisti del dramma una verità dimenticata: un nuovo inizio è forse ancora immaginabile, ma solo dopo aver preso coscienza che nulla potrà più essere come prima e soprattutto che è impossibile ricostruire senza utopia, cultura e impegno civile. Un testo a tratti spietato, duro, che, utilizzando un registro lirico, metafisico, visionario, affronta a viso aperto il tema della distruzione/ricostruzione di una città e della sua comunità”.

Lo spettacolo si avvale delle musiche originali di Sandro Paciocco e delle coreografie di Romina Masi. In scena Giacomo Vallozza, Giulio Votta, Tiziana Irti, il coro con Gilda Bernabei, Luisa Chelli, Matteo Di Genova, Marzia Ippoliti, Wilma Moscardi. Luci e video sono di Daniela Vespa, le foto di scena di Paolo Porto.








pubblicato da s.gaudino nella rubrica teatro il 18 gennaio 2014