La notte che mi sono spezzato

Massimo Magon



"Avendo tempo non c’è cosa che non diventi possibile, pensavo".
Nella sezione Biblioteca, il racconto di Massimo Magon su un incontro che cambia il corso di una vita.

Ecco l’inizio:

Guidavo nel controviale. La ragazza allungava il braccio. Avevo tre macchine davanti e viaggiavamo compatti all’andatura delle biciclette. Nelle corsie principali ci superavano al doppio della velocità. L’auto che mi precedeva aveva il paraurti rincagnato al centro. Ho visto la ragazza che allungava il braccio e il paraurti ammaccato si è allontanato. Capelli platino eccessivi e un piumino rosa. Gonna bianca molto mini sulle calze nere. Con due scatti ha abbassato il braccio parallelo al corpo. Il primo scatto appena ho messo la freccia, lasciando il braccio sospeso sulle sette; il secondo scatto quando ho frenato appena lungo e si è voltata per raggiungermi. Lui era sul marciapiede, dietro le macchine parcheggiate. È sceso tagliando la strada alla ragazza. Teneva le mani nelle tasche del cappotto, puntate in avanti per dar sfogo ai passi lunghi. Si è chinato sul finestrino. Mi sono piegato per sentire cosa chiedeva.

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pubblicato da t.lorini nella rubrica racconti il 24 settembre 2008