Riconoscitore.

Tiziano Scarpa



Squilla il telefono, un invito all’ultimo momento, arrivo di corsa, entro senza sapere che cos’è che sto per vedere. La scena si illumina, sul palco uomini e donne si contorcono in viluppi di tubi e bretelle, le ragazze sono propaggini dei loro tacchi. Dall’alto cala uno specchio rotondo, altalene, un corpo corpulento insaccato in un vestito da sera rosso sangue. Alla fine, tra gli applausi, scopro che ho assistito a una versione danzata delle Metamorfosi di Ovidio. L’avessi saputo, avrei impegnato gran parte della mia attenzione di spettatore a individuare i vari miti. Invece questa è stata una delle rare volte in cui ho ricevuto una visione pura, senza istruzioni per l’uso né sinossi: nemmeno il titolo! Il giorno dopo, all’edicola, noto una piccola guida ai programmi tv della settimana: "Contiene 1000 trame" è lo strillo di copertina. Prima di guardare ci si informa. Si guarda qualcosa solo se si sa già di che parla. Lo spettatore è un riconoscitore, la sa più lunga di ciò che vede.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 22 settembre 2008