Il razzismo degli altri

Giovanni Giovannetti



Mi telefona la funzionaria di un Comune dell’Italia centrale governato dal centrosinistra: «Buongiorno, abbiamo visto Zingari di merda, libro bellissimo, vorremmo invitarla al nostro convegno sul razzismo; Moresco non può, perché non viene lei a raccontare il viaggio in Romania?»
«Certo certo, grazie grazie. Ma il viaggio in Romania comincia qualche mese prima dentro una fabbrica dismessa di una città governata dal centrosinistra, nella quale l’assistenza è in mano ad un assessore piddì razzista e sessuofobo, che vuole smembrare le famiglie Rom rumene: qualche maschio in comunità, le donne e i bambini nelle case "della carità" cattoliche, per 75 euro quotidiani a persona; ma i cattolici non sono in prima linea nella tutela della famiglia? Hanno tenuto 138 adulti e 84 minori tra i topi dell’ex Snia, senza assistenza né acqua, sopra un terreno fortemente inquinato da residuati di gasolio, benzene, antracene e altre sostanze altamente tossiche e cancerogene: hanno esposto quei bambini al rischio dell’impotenza precoce, della tubercolosi e della morte per cancro entro poche decine d’anni solo per favorire una grossa speculazione immobiliare. Come i nazisti negli anni Trenta, hanno istigato i cittadini alla paura e all’odio razziale nei confronti degli zingari e degli stranieri lasciandoli senza un referente istituzionale e in regime di extraterritorialità, portandoli a nutrire analoghi sentimenti di odio. Se loro sono di sinistra allora io sono di destra… Mi fermo o vado avanti?»
«Veda lei... »
«... Avanti. Stanno cementificando ogni zolla libera della città, le mafie edificano e riciclano il denaro sporco; hanno dato parere favorevole alla costruzione di un’autostrada che sottrarrà 8,6 milioni di metriquadri di verde al territorio e calamiterà in provincia da 30 a 40.000 automezzi pesanti all’anno, con conseguenze sulla nostra salute; sono in affari con i grossi gruppi commerciali e immobiliari, incuranti del calo occupazionale e della chiusura dei negozi di vicinato, e insensibili ai disagi per le persone anziane... Conflitti di interesse, appalti truccati, linguaggio menzognero, spreco di pubblico denaro... Amano i giornali al punto da volerli tutti per loro e il consenso necessario alla loro sopravvivenza se lo comprano con la pubblicità e lo pagano con il pubblico denaro. Tutto questo a tutela del superiore interesse di partiti-comitato d’affari e nell’inferiore interesse dei cittadini. In molte città italiane è morta la politica, sostituita da questa roba qui: traffici, poltrone, business, interessi personali, volgarità, cinismo miope, razzismo... Per questa gente la sinistra è solo il lato sul quale tengono il portafoglio. Può bastare?»
«Sì, può bastare…»
«…No, non basta. Hanno criminalizzato i poveri invece delle povertà; chi ogni giorno rischia la vita nel lavoro nero invece di denunciare chi compra braccia a tre euro l’ora; chi si prostituisce per fame invece dei clienti e dei papponi. Così i pedofili hanno potuto continuare a dare palpatine a quei bambini, i puttanieri a rimorchiare le ragazzine rumene e i vecchi bavosi e danarosi a offrire 50 euro per una scopata a chi chiede l’elemosina con un bambino in braccio perché non può tenerlo all’asilo. Così il Comune ha potuto continuare la sua benemerita azione educativa nei confronti di 74 bambini che non sono andati a scuola, ma sono stati generosamente iscritti al corso di violenza crudeltà e sopraffazione che per anni si è tenuto alla bidonville della Snia… Parlerei volentieri di tutto questo, e della fine della politica, e del razzismo di pseudosinistra… magari commentando le fotografie pubblicate nel libro».
«Bene bene, sa, siamo un po’ di corsa, domani via mail le inoltrerò l’invito dell’assessore. Grazie grazie arrivederci».
La mail non è arrivata. Forse erano selettivamente interessati solo alle schifezze viste in Romania e non quelle dell’Italia.
La pseudosinistra torna in cerca di un nemico da "percepire": quando è al governo Rom e accattoni; quando sta all’opposizione il razzismo degli altri.








pubblicato da g.giovannetti nella rubrica democrazia il 20 settembre 2008