La Scuraglia contro la discarica a Monte di Malo

Tiziano Scarpa



Venerdì 17 febbraio alle 20.30, nella sala civica di San Vito di Leguzzano, farò una lettura scenica di Groppi d’amore nella scuraglia. Qui trovate tutte le informazioni sulla lotta contro l’installazione di una discarica a Monte di Malo in provincia di Vicenza [T. S.].


Comitato NO Discarica Monte di Malo

Un semplice nome di 6 parole, che potrebbe essere interpretata come il solito rifiuto da parte dei soliti bastian contrari, che non vogliono che questo paesino si modernizzi e che guardano solo ai propri interessi locali.
Analizziamola meglio parola per parola.
Monte di Malo
Paesino in una delle più belle colline dell’Alto Vicentino, caratterizzato da siti di interesse comunitario, quali il “Buso della Rana” e la “Poscola”, che ha dato il nome addirittura ad una era geologica (il Priaboniano), dove possiamo ancora trovare stalle, prati tenuti bene, vigneti e boschi ricchi di noci, castagne e funghi, meta suggestiva per decine e decine di ciclisti che percorrono le nostre strade tortuose e ripide, non la solita noia della pianura.
Discarica
E’ ciò che la Monte Verde SRL vuole realizzare, una ditta dal nome che potrebbe sembrare ecologista.. ma che ha pensato di scaricare 325.000 tonnellate di rifiuti per un totale di 250.000 mc nella ex cava di via Vanzi, realizzando un impianto che produrrà mediamente 776.000 litri di percolato all’anno per ben 30 anni! Una ditta che ha già siglato degli accordi di vendita, non appena riceverà l’autorizzazione dalla regione, con aziende che non sappiamo nemmeno chi siano realmente !
NO
E’ quello che crediamo fermamente !
Riteniamo che la viabilità per i comuni di Monte di Malo e San Vito di Leguzzano sarà seriamente compromessa dal passaggio continuo di 50/60 passaggi di mezzi pesanti, mettendo a rischio la sicurezza di tutti in vicinanza dei nostri centri urbani, aumentando i rischi di incidenti stradali lungo la strada provinciale per auto, moto e ciclisti nei tornanti cechi, per non considerare lo smog dovuto ai gas di scarico ed il danneggiamento del manto stradale che tale intenso flusso porterà. Flusso che inevitabilmente andrà a rendere ancora più critica la situazione della Priabonese, provenendo dalla SP47 che è stata duramente colpita dalla scorsa alluvione e mai ripristinata dalla provincia con interventi strutturali.
Riteniamo che un progetto da 13 milioni di euro non possa essere affidato ad una ditta inattiva con un capitale sociale di 10.000 euro (di cui versati solo 2.500 euro), senza sapere chi poi gestirà un impianto che produrrà un mare di percolato, che potrebbe finire nelle falde acquifere, se non fatto a norma e mal gestito nei 30 anni successivi ! Non possa essere realizzato in un’area già dichiarata non idonea dall’azienda che intendeva acquisirne in precedenza i diritti, dove ci sono 7 sorgenti, un laghetto e sono individuati ben 5 movimenti franosi in atto ! Che in tempi non sospetti il Corpo Forestale dello Stato ha definito “degno di tutela” per le biodiversità presenti: canneti, pesci, avvistamenti di aironi cinerini !
Riteniamo che non possa essere approvato se pubblicamente ci vengono raccontate delle mezze verità, ci venga detto che lo si fa per il bene dell’ambiente, con la scusa del ripristino, ripristino ambientale in realtà naturalmente già avvenuto e poi scopriamo che verranno conferiti ben 56 codici di rifiuti, molti dei quali dannosi e nocivi (anche se chiamati non pericolosi) quali fanghi da lavorazioni industriali, terreni contaminati da bonifica, rifiuti di trattamenti termici (ceneri da inceneritore!).
COMITATO
Un insieme di cittadini che mossi da responsabilità civile, assolutamente apartitico e con i propri limitati mezzi economici, sta cercando con tutto l’impegno possibile di mettere in evidenza alle istituzioni locali, provinciali e regionali le ragioni oggettive per le quali bloccare un progetto che potrebbe mettere a rischio il nostro territorio e la salute di centinaia di persone. Ecco cosa si cela dietro il nostro banale nome:
Comitato NO Discarica Monte di Malo !








pubblicato da t.scarpa nella rubrica emergenza di specie il 16 febbraio 2012