Il mare di un altro colore

Roberto Ferrucci



Corre, e quando cerca di accelerare il passo, le borse – quante? Ha fatto tutto così in fretta – infilate alle braccia, come gli ha insegnato suo padre prima che lo rispedissero in Marocco, mesi fa, tutte quelle borse gli sbattono ovunque, ginocchia, schiena, fianchi, sente i manici pre-mere sulla carne, pizzicarla, inciderla forse, il sudore che incolla il cuoio alla pelle. Sbattono e sbilanciano la sua fuga, rendendo ciondolante la sua corsa. (...)

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pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 16 settembre 2008