Non è colpa soltanto del maltempo. Una lettera dalla bufera

Tiziano Scarpa



Ho ricevuto questa breve lettera da Jesolo, dove da giorni imperversa una bufera di sabbia. [T. S.]

Ciao Tiziano, qualche giorno fa ti raccontavo che martedì notte sono stata fermata dalla Protezione civile e sono dovuta scendere dall’auto e pregare quei coraggiosi, quasi eroici omoni armati di pile, di consentirmi di raggiungere casa mia perché avevano bloccato il transito su via Roma destra, al bivio per il Lido di Jesolo.

Ho provato lo stesso disagio questa mattina – vento impetuoso, sabbia a raffiche continue – quando ho raccolto accanto alla porta del pollaio (ho un giardino, galline, orto e gatti) una bellissima civetta ancora tiepida, morta nella polvere.

Giorni fa un fagiano maschio zampettava in giardino in cerca di cibo: gli animali ormai non ce la fanno più, e non è questione di clima.

Solo dal bivio al Lido c’è la nebbia di polvere, in via Martin Luther King, in via Mameli, in via Roma destra: la terra è stata pelata, gli alberi tagliati, la provinciale sventrata per fare un sottopasso che consenta un maggiore afflusso di auto per le spiagge di Jesolo e Cavallino Treporti.

Sono stati costruti tre centri commerciali, uno accanto all’altro, tutti a ridosso dell’area protetta della laguna (Lio Maggiore) sulla sponda del Sile.

Scusa il tono angosciato, ma venti giorni di persiane abbassate e finestre chiuse cominciano a pesare…

Se puoi, fallo sapere in giro. Grazie








pubblicato da t.scarpa nella rubrica emergenza di specie il 12 febbraio 2012