Apocalisse.

Tiziano Scarpa



Il nipotino di un mio amico non dorme più. È assillato dall’idea che l’esperimento avviato nell’acceleratore di particelle di Ginevra possa creare un buco nero che inghiottirà il nostro pianeta nel giro di quattro anni, con sadica lentezza. Io in queste notti riposo bene, ma spesso mi metto a fantasticare come vivremmo i nostri ultimi mesi, prima che l’antimateria iniziasse a corroderci e a sottrarci. È spiritoso che il pericolo venga dalla Svizzera, quieto abisso, placida voragine, beneducata dissoluzione. La qualità di questa catastrofe mi ha fatto recuperare un minimo di fierezza per la mia specie. Mi ci stavo affezionando, a un’apocalisse così. Peccato che non succeda. Sarei orgoglioso degli esseri umani se distruggessero il mondo non per avidità o guerre, ma per sete di sapere. Gli esperimenti di questi giorni dovrebbero darci lumi sui primi istanti dell’esplosione all’origine dell’universo. Sommamente poetico e filosoficamente decoroso, causare la fine indagando l’inizio.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 12 settembre 2008