Parola e capriola anche nei prossimi giorni a Milano: grazie a tutti!

Tiziano Scarpa



Emanuele Pasqualini è uno degli artisti fondatori della compagnia Pantakin, che ha girato il mondo con impegnative produzioni di circo teatro. La compagnia ha utilizzato interi gruppi di acrobati e giocolieri di varie scuole internazionali, cubani, cinesi, keniani. Ha allestito spettacoli incantevoli, quasi dei kolossal, e piccole produzioni molto poetiche.

Una sera di due anni fa, Emanuele mi ha detto che aveva voglia di mettere insieme il circo e la parola, il gesto acrobatico fatto con il corpo e quello fatto con i discorsi.

La scommessa era troppo bella per non essere accettata.

Ho pensato subito alle capriole che possono fare le sillabe, alle rime, alla metrica. Ho immaginato i modi in cui si potevano impastare corpo e voce, significati e pantomima.

Uno dei primi numeri che ho scritto è quello che tra di noi chiamiamo “il numero del ragazzo sfortunato”. Il giocoliere racconta che è un ragazzo sfortunato, e i suoi colleghi che l’ascoltano sul palco credono che sia nato in una famiglia che non gli ha voluto bene e che gli ha impedito di fare l’artista. Non è così, anzi: il giocoliere spiega che i suoi genitori gli hanno regalato subito le palline per imparare a giocolare, e tutti si volevano bene. Talmente bene che continuavano a nascere nuovi fratellini, a cui lui regalava ogni volta una delle sue palline.

Marcel Zuluaga Gomez giocola con le palline mentre racconta la sua storia. All’inizio ne ha quattro. Quando nasce il primo fratellino, Felipe, ne butta via una, e sostituisce la pallina con il nome del fratellino: “Palla, palla, palla, Felipe. Palla, palla, palla, Felipe”. E così via, per gli altri tre fratellini: Anita, Rodrigo e Lola. Alla fine si ritrova a giocolare a mani vuote, senza palline. Al loro posto giocola con i nomi dei fratellini, li getta in aria idealmente e li riacciuffa pronunciandoli, come il più provetto dei giocolieri: “Felipe, Anita, Rodrigo, Lola. Felipe, Anita, Rodrigo, Lola…”

Il pubblico assiste all’esatto contrario dell’abilità circense, che di solito consiste nell’aumentare la difficoltà del numero. Al circo, normalmente, gli spettatori si ritrovano quasi costretti ad ammirare il virtuosismo del giocoliere, che però, purtroppo, dopo un po’ risulta anche un po’ troppo prevedibile. Qui invece si scende da quattro a tre a due a una a zero palline… È un numero molto efficace scenicamente, molto divertente, Marcel è molto bravo a giocolare illusionisticamente, senza niente in mano, manovrando il nulla, e prende sempre gli applausi.

È solo un esempio di come abbiamo lavorato, per mesi, provando idee, numeri, modi di mettere insieme parole e salti, storie e capitomboli, filastrocche e contorsioni.

A poco a poco, abbiamo costruito la storia di questi tre artisti della scena, un clown (Emanuele), un giocoliere (Marcel) e una acrobata (la bravissima Alice Macchi), che sono stufi di avere troppo successo e cercano di trovare altre vie più autentiche per esprimere il loro talento. Naturalmente è un’idea paradossale, l’opposto della difficile situazione degli attori e delle compagnie teatrali oggi in Italia.

Siamo felici degli apprezzamenti spontanei che sta raccogliendo lo spettacolo, per esempio qui, qui, qui, qui, qui e qui) e vorremmo ringraziare il pubblico di adulti e bambini che ci sta seguendo.

Circoparola è in scena al Teatro Leonardo a Milano ancora stasera, domani sera e domenica pomeriggio. Trovate le informazioni necessarie anche qui e qui.

Ecco gli orari degli spettacoli:
venerdì 8 febbraio e sabato 9 febbraio: ore 20.45
Domenica 10 febbraio: ore 16.00

Teatro Leonardo da Vinci
Via Ampère 1, angolo Piazza Leonardo da Vinci – 20131 Milano
Tel 02 26.68.11.66
Orario dela biglieteria: lun-sab 15.30 – 19.30
biglietteria@teatroleonardo.it








pubblicato da t.scarpa nella rubrica teatro il 10 febbraio 2012