Cina.

Tiziano Scarpa



Nell’edicola-emporio di Otranto compriamo un ombrellone. Arrivati in spiaggia, mi accorgo della strana etichetta adesiva sulla fodera di cellophane. C’è scritto: “Questo prodotto non è stato fabbricato in Cina”. Il non è sottolineato ed evidenziato in neretto. Cerco di figurarmi le circostanze che hanno portato questa scritta fino a me; la situazione del mercato planetario ha fatto sì che una ditta sentisse la necessità di stampigliare e incollare questi centimetri quadrati di carta sulla confezione. Di questo oggetto oggi fa necessariamente parte la dicitura che garantisce da dove non proviene, con una certificazione d’origine alla rovescia, garanzia di qualità per negazione. E così ho assistito all’ennesimo capovolgimento di un genere letterario: da “made in Italy” a “not made in China”, da “Mattina – Santa Maria La Longa il 26 gennaio 1917 – M’illumino / d’immenso” a “Questa poesia / non è stata scritta / durante un corso di scrittura / e non ha mai partecipato / a un poetry slam”.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 4 settembre 2008