Calpesta.

Tiziano Scarpa



Il mosaico della cattedrale di Otranto suggerisce un uso alternativo delle immagini. "Non contemplare, calpesta" è il motto di questa estetica teologica da praticare con il proprio peso ambulante. La grandiosità del mosaico, che copre l’intero pavimento, e la sua ambizione di raffigurare tutto il cosmo, danno la sensazione di essere immersi dentro l’immagine. Cammino sui mostri infernali temendo di scivolare con il piede dentro quelle fauci, ma allo stesso tempo li schiaccio, come Maria con il serpente; però anche le figure dei buoni sono profanate dalle mie suole. Un’ironia raffinata spiattella orizzontalmente due esempi di superbia verticale: la torre di Babele, e Alessandro Magno che vuole conquistare il cielo, qui sono stati spianati sul pavimento. Eppure, avvicinandosi all’altare, anche il paradiso dei giusti accolti nel seno di Abramo è spiaccicato a terra, sotto le nostre peste. Poiché siamo vivi siamo esseri superiori, calchiamo le piote sopra il male e sopra il bene.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 3 settembre 2008