Metamorfosi.

Tiziano Scarpa



Entra nel negozio una biondina sui diciotto anni. Indossa jeans e scarpe da ginnastica. Si dirige verso la mensola delle scarpe più clamorose, da transessuali, ne sceglie un paio rosso fiammante, con il tacco da quattordici centimetri, la zeppa da cinque. Le prova. Si issa su quelle piattaforme sopraelevate, infila i due scafandri da piedi, di vernice brillante, coloratissima: è una fodera di plastica che finge di modellare una forma umana per crearne in realtà un’altra del tutto astratta, autonoma. Montando lassù la biondina ha fatto un balzo nella gerarchia degli esseri, è diventata un’altra donna, un esemplare di un’altra specie. Decuplica il suo potere sessuale; anche il suo sguardo diventa più severo, un’inedita autorevolezza le risale dai talloni al volto. Si dirige alla cassa a comprare quegli attrezzi magici da metamorfosi in drago, che qui a Londra anche un’innocua biondina può procurarsi con quarantaquattro sterline e novantanove centesimi.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 28 agosto 2008