Pensiero.

Tiziano Scarpa



Messaggio su cellulare da un amico in viaggio nel nord Europa: "Ti penso amico a 70 chilometri dal polo nello splendore dell’indifferenza dei ghiacciai e del silenzio, nella terra delle balene nel lontano assoluto." Ho pensato che questa è la forma perfetta per essere portati in quel paesaggio: attraversare i ghiacci in forma di pensiero. È strano come il deserto, la desolazione infuocata dal sole o ghiacciata, sia considerata il paesaggio più adatto al pensiero. Eppure il pensiero è tumulto interiore, è brusio. Il pensiero è popolazione della solitudine. Forse i deserti sono in empatia con il pensiero proprio perché sono sgombri, danno pochi appigli alla visione, costringono il pensiero alle sue responsabilità: non hai scuse, ciò che pensi non si deve a ciò che vedi, perché qui non sta accadendo nulla – sta accadendo soltanto ciò che pensi. Nel deserto caldo ci sono stato, in quello freddo non ancora. O meglio, ora posso dire di esserci stato, mi ci hanno portato in forma di pensiero.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 18 luglio 2008