Cartoline dai morti #12

Franco Arminio



Una mosca che non conoscevo si è posata sulla mia faccia sudata. Io stavo morendo e lei si godeva il mio cattivo odore.

Ho chiuso la mia bocca come si chiude un sipario. Ora lo spettacolo continua senza spettatori e senza che io debba recitare più niente. Mia madre mi chiamava, mi chiedeva di parlare. Qualunque parola andava bene.

Io amavo una donna. L’ho amata da quando avevo sedici anni fino a cinquanta. Ogni volta che la vedevo lei mi rifiutava. Sono morto per colpa sua. L’ultimo giorno le avevo appena fatto una telefonata. E lei mi aveva appena detto che non la dovevo più chiamare.

Che giorno è oggi lì da voi, di che mese, di che anno? Io sono morto di venerdì, a febbraio. Nevicava e stavo in mezzo alla strada e non potevo immaginare che davanti a me sarebbe arrivata una macchina con un uomo dentro che stava pensando a chissà cosa.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica racconti il 16 luglio 2008