Il bambino indaco

Tiziano Scarpa



Esce in libreria il nuovo romanzo di Marco Franzoso, Il bambino indaco, pubblicato da Einaudi (pagg. 144, 16 euro).

Per questo romanzo, che mi ha impressionato moltissimo e che ho molto amato, ho scritto volentieri il risvolto di copertina, che riporto qui sotto.

Si tratta di una breve riflessione che volutamente non svela i punti principali della trama.

Ecco il testo del risvolto:

«Ho attraversato questa storia sotto tensione fino all’ultima pagina. Poi non ho smesso di tornarci col pensiero.

Ho pensato che ci sono due vie per attraversare la vita. E non è possibile sceglierle, perché le decide il destino.

La prima, la più diffusa, è quella delle esperienze universali che bussano alla nostra porta. Arriva la nascita, arriva l’amore, arriva la morte. Da uno vanno vestite di blu, da un altro di rosso. Le esperienze fondamentali sono le stesse per tutti, anche se succedono in mille maniere diverse.

A qualcuno invece è dato in sorte tutt’altro. Ci sono persone a cui l’universale si presenta completamente stravolto, irriconoscibile. Forse non è più l’universale, ma un’altra cosa ancora, incomprensibile, inaudita, che non ha nemmeno nome. Il male si installa dove ci dovrebbe essere la tenerezza, la sicurezza più fiduciosa. L’orrore sboccia nel più inaspettato dei luoghi.

Il bambino indaco si inoltra in quel luogo impossibile, dove le cose primarie crollano, la vita si sfonda precipitando, e la più pacifica delle condizioni, l’amore per il proprio figlio, va conquistata con la più astuta e feroce delle guerre.»


UN PENSIERO SU “IL BAMBINO INDACO”
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pubblicato da t.scarpa nella rubrica libri il 6 febbraio 2012