Morto.

Tiziano Scarpa



Oggi ho trovato un uccello morto nel cortile dietro casa, sotto la finestra del bagno. Per alcuni è un cattivo presagio. Per altri è un simbolo di disperazione, la caduta dell’angelo, il collasso delle illusioni: l’albatros di Baudelaire, i volatili morti nei libri di Thomas Bernhard... È osceno trasformare la morte di un essere vivente in un messaggio per me. Mi sono imposto di esaminare il cadavere in quanto tale, senza risolverlo in un significato, senza oltrepassarlo. Mi vergogno a dirlo, ma non ho saputo riconoscere la specie. Dev’essere lì da qualche giorno, perdeva vermi e intestini dal ventre, piccoli insetti gli hanno mangiato un occhio, scavando l’orbita, allargandola; il buco è grande come mezza testa. L’immagine del mondo sferra la sua ultima percussione. Il suo sguardo era abituato ad abbracciarla tutta, dall’alto; l’immagine ora lo sta sfondando. L’ho seppellito nella piccola aiuola, ai piedi del muro di cinta, per proteggerlo con un po’ di buio.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 23 giugno 2008