Gelosia.

Teo Lorini



Stiamo passando in rassegna le foto che abbiamo trovato in una scatola di qualche anno fa. Lei ne solleva una che le ho scattato durante uno dei nostri primi viaggi, forse proprio il primo in assoluto.
Ha gli occhiali da sole, una sfumatura di biondo nei capelli, jeans stretti e un borsone chiaro in spalla. Ci siamo conosciuti da poco e il tempo alle nostre spalle sembra troppo vasto rispetto a quello che possiamo immaginare davanti a noi. Nell’espressione di lei c’è tutta questa impazienza, tutti quei giorni e mesi perduti.
E adesso, a distanza di anni e chilometri, come un contrappasso, mi arriva addosso una gelosia improvvisa. Per le persone che l’hanno incontrata prima di me in quell’intervallo che oggi è tanto più breve e lontano. E più a fondo ancora, per i giorni che non abbiamo passato assieme prima dell’istante cristallizzato in quella foto, per i minuti che hanno avuto i suoi sorrisi e i suoi sbuffi d’impazienza, le sue gambe lunghe, i suoi dispetti e i gesti pigri di quando è rilassata. È una sensazione totale, che non ha nemmeno una persona su cui appuntarsi, è gelosia del Tempo.
Gelosia cronica.








pubblicato da t.lorini nella rubrica dal vivo il 15 maggio 2008