Meno ghiacci, più eruzioni vulcaniche

Carla Benedetti



Il riscaldamento globale non provoca solo lo scioglimento dei ghiacci in superficie, ma ha anche conseguenze profonde sulle attività vulcaniche, che aumentano e aumenteranno di conseguenza.

Questo il risultato di uno studio, condotto da Carolina Pagli, un’italiana che lavora all’università di Leeds, e da un gruppo di ricercatori. La notizia è stata data dal "New Scientist"e dal "Times online" da cui riprendo i dati.

In Islanda nell’ultimo secolo si è sciolta una tale quantità di ghiaccio, da diminuire la pressione sopra crosta e la terra sottostante, e questo, in una reazione a catena, ha fatto sì che le rocce in profondità si siano trasformate in magma. La ricerca ha calcolato che la produzione di magma sia cresciuta del 10 per cento.

Il gruppo di ricerca, che ha pubblicato i suoi rislutati sulla rivista "Geophysical Research Letters", sostiene che sotto la calotta di ghiaccio del vulcano Vatnajökull, si è creato negli ultimi 100 anni un sovrappiù di 1,4 Km cubici di magma.

Dal 1880 la calotta di ghiaccio ha perso il 10 per cento della sua massa, che ha permesso alla terra di salire anche di 25 cm all’anno.

Quanto tempo passerà prima che vi sia un’eruzione del magma in eccesso in Islanda o in altre regioni montuose nord atlantiche? La questione resta incerta. Il magma si è formato a una profondità variabile tra 15 e 112 km e la dottoressa Pagli stima che ci vorrà ancora un secolo o due prima che l’eruzione avvenga.








pubblicato da c.benedetti nella rubrica emergenza di specie il 4 maggio 2008