Non fa testo

Teo Lorini



Una sigaretta negata. È il pretesto con cui il 29enne Nicola Tommasoli è stato massacrato di pugni e calci sul cranio, con violenza tale da finire in coma. Gli aggressori sono cinque giovani italiani, verosimilmente veronesi (parlavano il dialetto che spesso in città è preferito all’italiano).
Mentre i medici dell’ospedale di Borgo Trento cercano di salvare la vita al ragazzo, il sindaco Tosi, intervistato dal corrispondente della Stampa di Torino, liquida l’episodio e ne approfitta per pubblicizzare le pattuglie di "volontari civici" per cui ha già fatto stanziare al Comune 50mila euro. Sarà forse per effetto delle sue frequenti apparizioni televisive ma non è difficile immaginare l’espressione stolida di Tosi mentre spiega al giornalista che un fatto del genere, con protagonisti italiani, capita "una volta su un milione" e perciò "non fa testo".

Forse allora "faranno testo" i proclami, colmi di meschina cattiveria, che il sindaco snocciola a ogni occasione, prendendosela con gli stranieri, i marginali, i diversi. Quei proclami che richiamano alla mente il primo capitolo dei Promessi sposi e in particolare le "grida", la cui crescente minacciosità non arrestava la braveria, anzi la incoraggiava, impastoiando nelle maglie di leggi e arbitrî solo coloro che di bravi, di galantuomini e di potestà erano vittime.








pubblicato da t.lorini nella rubrica democrazia il 3 maggio 2008