Disciplina.

Tiziano Scarpa



Crollano a terra di schianto. Fanno schioccare la lingua. Saltellano. Si parlano strofinandosi addosso il muso l’un l’altro. Gettano un urlo all’improvviso. Sono attraversati da tempeste di spasmi. La regia di Eimuntas Nekrosius fa affiorare sui personaggi di Anna Karenina la forza motrice interiore. I moti dell’animo strappano parole e gesti, escono alla luce. Come guanti rovesciati, gli attori recitano le viscere, l’anima. È un esortazione alla libera eruzione delle passioni? Guardo la platea. Per tutte le quattro ore dello spettacolo, noi spettatori assistiamo perfettamente immobili al delirio motorio che si svolge sulla scena. Kitty, Levin, Anna, Vronsky sono violentemente agitati dall’amore e dalla disperazione – seduti a guardarli, noi pratichiamo la nostra solita disciplina della paralisi, l’attenzione immota. Per questo ha vinto il rock, ha vinto il calcio: la gente preferisce andare in curva a gettare urla all’improvviso lasciandosi attraversare da tempeste di spasmi.








pubblicato da t.scarpa nella rubrica dal vivo il 28 aprile 2008