Prima della prima

Serena Gaudino



In Italia Leonid Desyatnikov è un compositore poco conosciuto.
Ma solo perché in Italia si danno pochi concerti di musica contemporanea. Se se ne dessero di più, se oltre alla musica classica e alla musica antica si eseguissero, ogni tanto, anche composizioni di artisti viventi, allora Desyatnikov sarebbe un autore molto conosciuto.

Perché la sua musica è accattivante, energica, piena di ritmo e di armonia. Ma è anche una musica che non graffia. Che non contiene quel piglio rivoluzionario di chi vuol cacciare fuori dalle solite sette note qualcosa di nuovo e di struggente.

Lui invece ha deciso di convivere con la tradizione. Ha pensato giusto di distaccarsi da dalla musica del dissenso tardo sovietica. E anche se è stato collaboratore di Gidon Kremer (grande interprete anche di Nono, Philip Glass e della Gubaidulina) Desyatnikov ha optato per una musica senza scossoni legata fondamentalmente al cinema, al teatro e al balletto.

E infatti, il teatro Alla Scala gli ha commissionato, per l’apertura della stagione, il 17 dicembre, proprio un balletto: Opera.

In prima esecuzione assoluta Opera farà parte del genialissimo trittico (i primi due pezzi sono il Concerto DSCH su musiche di Šostakovič e il Russian Season prodotto dal Bolshoi) ma spiccherà per originalità visto che ci saranno, oltre ai due noti ballerini Roberto Bolle e Massimo Murru, anche delle parti cantate su testi di Metastasio e Carlo Goldoni.

Una grande occasione per conoscere il compositore sarà però il giorno prima, lunedì 16, quando Leonid Desyatnikov si esibirà nella chiesa di San Marco a Milano insieme ad altri cinque bravi musicisti (Aleksej Goribol, Nikita Boriso-Glebsky, Rustam Komachkov e Igor Polesitsky) affrontando un repertorio personalissimo basato tutto sulla sua musica.

E questo è il programma

Album per Eilika per pianoforte a quattro mani
Variazioni sull’assegnazione di un alloggio per violoncello e pianoforte
Wie der Alte Leiermann… per violino e pianoforte
Didascalie dal lungometraggio Serate moscovite di Valerij Todorovskij
Ninna nanna dal lungometraggio Mosca di Alexander Zeldovich (Premio della European Film Academy per la miglior colonna sonora)
Notturno dal lungometraggio La mania di Giselle di Aleksej Uchitel
Su una trama di Astor per quartetto di violino, viola, violoncello e pianoforte
Due pezzi della colonna sonora del lungometraggio Il tramonto di Alexander Zeldovich per violino
Elegia per violino, violoncello e pianoforte
Foxtrot dal lungometraggio Il bersaglio di Alexander Zeldovich per pianoforte a quattro mani.








pubblicato da s.gaudino nella rubrica locandina il 10 dicembre 2013