Il vangelo della carne

Tiziano Fratus



Torino Poesia a Mohole (via Desiderio 3/9)
Festival Ludwig

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persone che credono e persone che non credono

una signora porta all’anulare destro un anello con goccia d’ambra
bell’anello signora antico?
ventisette anni a giugno
risponde
non sembra scherzare lo dice guardando pacatamente negli occhi
ventisette anni a giugno ripeto
ventisette anni il ventisette giugno precisa
mia nonna ne possedeva uno con un piccolo ragno intrappolato
l’aveva comprato in russia durante il viaggio di nozze col primo marito
dico questo dice è un ricordo molto personale
molto personale replico timidamente quasi a formulare una domanda
l’uomo che le sta vicino alza lo sguardo e poi lo riabbassa scuotendo leggermente la testa
vede a bassa voce qua dentro c’è il cuore della nostra figliola mai nata
mi scosto colpito dalla rivelazione
incredulo
il cuore faccio di nostra figlia sì aggiunge lei facendo di sì col mento e la nuca
e come sarebbe possibile?
la signora spiega che suo padre era uno scienziato
abbandonò la medicina per inseguire un vecchio sogno
la realizzazione di gioielli in ambra gioielli mooolto particolari
è stato un vero esploratore sa un genio nel suo campo

racconta che lei e suo marito persero il figlio al quinto mese di gravidanza
il padre la fece abortire e riuscì a intrappolare il cuore del feto in una goccia d’ambra
la stessa che ora le vedo spiccare al dito alla mano destra
vede signora io non sono esperto di medicina ma mi sembra davvero complicato diciamo scarsamente probabile che nel suo anello vi sia intrappolato il cuore di un feto
la signora allunga la testa e lancia uno sguardo incuriosito alla ragazza che mi stringe la mano fumando la sua sigaretta post cena
la vita è questione di punti di vista mi fa
c’è chi crede e chi non crede
come lei che ora è convinto di stare seduto in un ristorante
accanto alla donna che ama
che è la stessa donna che ha amato ieri
che ama da un mese
che ama da un anno
e che amerà per il resto della vita
e allora?
chiedo con una punta di fastidio
che ne sa che questa sia l’ultima notte che passerà con lei
ad esempio domattina potrebbe uscire per andare al lavoro
e potrebbe scomparire per qualche giorno
il telefono risulterebbe sempre staccato
improvvisamente la vostra storia non esisterebbe più

smette di fissare l’anello e mi fissa inarcando le sopracciglia
potrebbe giurare di averla mai conosciuta?

***

il tatuaggio

lo vedo
il tatuaggio di serpe che si allunga e dispiega
lungo la pelle trasparente da carta di riso
il colore che sgorga dalla sorgente del polso
e ora cresce e si gonfia e raggiunge a sbalzi il gomito
e poi fluttua nei fiotti di sangue
nelle vene pulsanti del braccio
e si dirama in un’esplosione di fibre
nei muscoli che reggono il collo
per sfociare e liberarsi nel lago opaco degli occhi
dove attendono le femmine pronte all’accoppiamento
altri fuggono sotto i seni che mostri sorridendomi
e giù a rincorrersi come cavalli imbizzarriti sul ventre piatto
da nuotatrice
in immersione riprende il nostro inseguimento
a dirci cosa siamo cosa ci fa perdere la testa
un bacio oppure uno schiaffo
graffiare e farsi mordere lungo la spina dorsale
non lo sai che l’amore sta fra nascere e morire?

***

I. 11 | ordine

pretendi da me parole e attenzioni che non so conciliare
purtroppo anche tu sei schiavo delle consuetudini che certi uomini ritengono un dovere
si è sempre alla ricerca di ciò che non si trova
tu pensi a me come ad un’amante in porcellana che potrebbe occupare le stanze di una casa
ma sbagli ti abbandoni al sentimentalismo
per me questo sesso è solo sesso e questa è soltanto una vacanza
è assolutamente prioritario curare il mio fisico e la mia salute
non sono abituata alla malattia
devi capire che proseguo a spanne come uno studioso di serpenti di mare alle isole ashmore
ho una vita di lacrime da versare
arriverà un giorno di vento caldo che soffia da scirocco o da libeccio
e intorno a me non ci sarà nessuno
nessun tempo libero con cui adornare qualche sera fra amici
depositerò lo sguardo incendiato nella palla di fuoco che friggerà dietro l’orizzonte
e sarà una prima lacrima virginale
un disegno netto aperto sulla guancia
sorpresa e vinta mi metterò a ridere come una compagnia di donne
che si ritrovano in vecchiaia a contorcersi sparlando di mariti inghiottiti dalla notte
di tradimenti commessi per ingenuità oramai sostituita dalla malignità
accontentati di queste nostre scissioni
delle lezioni di anatomia a cui ci sottoponiamo
non obbligarmi a versare altro sangue in questa terra
lo sai che gli uomini disarmati sanno ferire a fondo
come nessun cacciatore è in grado di replicare
chiedere scusa è troppo facile
hai mai visto sarabanda di bergman?
alla fine il regista ostenta lo spirito di un ragazzino
non te lo aspetti dopo l’odio viscerale schiodato dal padre verso il figlio dopo il volto gentile del figlio appesantito dal dolore che si trasforma in ossessione
dopo il rifiuto della ragazzina che oramai sente il sangue guasto di suo padre sotto lo schiacciante ombrello della vita agli sgoccioli
i due vecchi amanti si spogliano e si sdraiano nudi nello stesso letto singolo un modo tutto loro di fare all’amore come due adolescenti inesperti
perché sei venuta a trovarmi chiede lui
sentivo che mi stavi chiamando risponde lei
scoparmi fino allo sfinimento è tutto ciò che ti chiedo
inchioda le mie carni fai di me un essere privo di pensiero

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pubblicato da g.fuschini nella rubrica poesia il 20 aprile 2008