Eroi

Teo Lorini



«Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all’ergastolo, è morto per causa mia… Era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e il presidente Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. È un eroe, a modo suo».

La frase pronunciata da Marcello Dell’Utri lascia senza parole. Ma se, per rispondere, provassimo semplicemente a proseguire il filo del suo discorso? Cade a pennello un dialogo composto da Leonardo Sciascia nel Giorno della Civetta (1961)

«Ma dalla giustizia, dalla voce pubblica egli è indicato come un mafioso»

«La giustizia… La voce pubblica… Ma che cos’è la voce pubblica? Una voce dell’aria: e porta la calunnia, la diffamazione, la vendetta vile… E poi: che cos’è la mafia? Una voce anche la mafia: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessun lo sa… Voce, voce che vaga: e rintrona le teste deboli…»

«Ma la mafia, almeno per certe manifestazioni che io ho potuto constatare, esiste»

«Mi addolorate, figlio mio, mi addolorate: come siciliano mi addolorate e come uomo ragionevole quale presumo di essere… Quel che, indegnamente, rappresento, si capisce non c’entra… Ma il siciliano che io sono, e l’uomo ragionevole che io presumo di essere, si ribellano a questa ingiustizia verso la Sicilia e a questa offesa alla ragione. Badate che la ragione ha per me, naturalmente, la erre minuscola: sempre… Ditemi voi se è possibile concepire l’esistenza di una associazione criminale così vasta ed organizzata, così segreta, così potente da dominare non solo mezza Sicilia, ma addirittura gli Stati Uniti d’America… Ci sono uomini rispettati per le loro qualità, per il loro saper fare, per la capacità che hanno di comunicare, di crearsi immediatamente un rapporto di simpatia, di amicizia; e quella che voi chiamate giustizia, voce pubblica, e io chiamo il vento della calunnia subito si leva a dire: "ecco i mafiosi…" E c’è una cosa che non sapete: questi uomini, che la voce pubblica indica come mafiosi, hanno una qualità che io mi augurerei di trovare in ogni uomo, e che basterebbe a far salvo ogni uomo davanti a Dio: il senso della giustizia…»

In una parola: eroi.








pubblicato da t.lorini nella rubrica democrazia il 12 aprile 2008